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Gorghetto si sveglia con l’arrivo delle sirene

Gorghetto si sveglia con l’arrivo delle sirene

La vicina: «All’alba non ho visto Francesca, di solito portava fuori il pattume». I due volti di Grieco

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BOMPORTO. Una famiglia normale, o almeno così sembrava all’apparenza. Quella dei Tabarroni-Marchi sono di casa a Gorghetto. Da anni però Irene, l’anziana madre di Francesca, non si faceva più vedere fuori.

«Ogni tanto andavo a trovarla - ricorda Maria Serri - Suo genero la accudiva, l’accompagnava nelle varie stanze, la lavava. E io ogni tanto dicevo loro: ma perché non prendete una badante, non potete andare avanti così. Ma loro niente. Stamattina (ieri, ndr) non ho visto Francesca, di solito la noto poco prima delle 7 che viene a buttare la spazzatura. Non mi sono preoccupata, ma appena ho visto le ambulanze...».

Sensazioni simili anche al bar Kamikaze della frazione, un posto di ritrovo che tiene vivo il senso di comunità del paese. A gestirlo uno dei parenti delle due donne morte. Comprensibile perciò la rabbia, il dolore.

Pochi giorni fa proprio lì al bar si era tenuto il rinfresco dopo l’inaugurazione del ponticello che sormonta il canale, rimasto chiuso per oltre un anno. «Francesco Grieco lo vedevo qui - ricorda la barista - credo che l’ultima volta sia stato sabato. Si fermava al bancone, prendeva il caffé o il cappuccino e poi andava a leggere i giornali. Una persona normale, non certo espansiva, ma non avrei mai immaginato potesse succedere una cosa del genere».

E ieri è arrivato anche Carlo Barbieri, uno degli imprenditori che hanno lavorato alla ricostruzione del ponte. «Mi sono fermato perchè temevo che fosse accaduto qualcosa al èpunte, o un incidente, poi ho capito che tutti quei carabinieri e quelle ambulanze erano dovuti ad altro...».

All’edicola di Gorghetto le persone si fermano a chiacchierare. Irene e Francesca le conoscono tutti. La mamma era rimasta vedova da diversi anni, il marito faceva il muratore ed era persona assai conosciuta nella borgata. Di Grieco, invece, i ritratti sono diversi: uomo silenzioso per qualcuno, scorbutico per altri, certamente chiuso e cupo.

In via Padella ieri mattina c’era anche il servizio tecnico del Comune, con gli operai che il sindaco ha voluto mettere a disposizione degli inquirenti per la eventuale pulizia delle aree. «Persone normali, mai avuto problemi particolari», dicono gli operai.

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