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«Mi minacciò di morte per colpa del cane»

«Mi minacciò di morte per colpa del cane»

Una donna del paese racconta un episodio che per una banalità la spaventò Altri momenti di tensione anche con l’ex sindaco nei giorni dell’alluvione

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BOMPORTO. Che Francesco non fosse sempre la persona mite descritta da tanti tra semplici conoscenti e parenti lo ha voluto puntualizzare una anziana ex vicina di casa, trasferita altrove dopo la duplice disgrazia del terremoto e dell’alluvione, che le hanno resa inagibile la casa.

«Una volta mi ha urlato dietro, e spesso usava parole forti, che però non immaginavo così realistiche», ha detto in sostanza la donna, parlando in dialetto.

L’episodio che più l’aveva preoccupata è accaduto quando il cane della donna ha fatto un... bisogno rivolto agli pneumatici dell’auto di Francesco.

«Mi ha detto che se accadeva ancora mi avrebbe ammazzato, io ho avuto paura, ma se il mio cane in un’area pubblica faceva cose che gli davano così fastidio l’auto poteva tenersela nel suo cortile...», ricordava ieri la donna, quando si dibatteva in paese sull’autore del delitto e ancora non si sapeva della confessione del duplice omicidio .

Altri momenti di tensione Grieco li aveva manifestati in occasione dell’alluvione che ha peraltro sconvolto la parte di Gorghetto dove abitava anche lui.

«Adesso poi me ne vado in albergo, e il Comune mi deve pagare», aveva detto indispettito, affrontando a muso duro anche l’ex sindaco Giuseppe Rovatti, che abita a pochi metri di distanza da via Padella 19 e che era a sua volta alle prese con l’alluvione.

«Gli avevo consigliato di informarsi prima presso l’amministrazione comunale, per poter evitare disguidi, per sapere eventualmente in quale albergo potersi recare», dice Rovatti, ricordando l’episodio.

Quella volta curiosamente è andata a finire che Grieco poi ha deciso di non muoversi di casa, ostinandosi a non assecondare le richieste della Protezione Civile locale, che lo invitava a mettersi al sicuro. Da ultimo si era lamentato invece delle condizioni del ponte chiuso per restauri, una situazione che aveva a lungo esasperato tutti quanti abitano dalla parte verso San Pietro in Elda, situazione risolta nei giorni scorsi. Episodi insomma che sembrerebbero evidenziare un carattere burbero, insofferente di Francesco. Una situazione aggravata dalla perdita del lavoro, anche se i turni a Le Cardinal lo costringevano spesso a trascorrere la notte in servizio a Bastiglia.

«Al mattino lo rivedevo quando tornava a casa mentre io partivo per il lavoro», racconta un vicino.

Insomma, un persona sofferente, a volte reattiva. Il contrario di quanto descritto da tanti compaesani, disposti invece a giustificare quelle sortite per la timidezza, la riservatezza. Questa sì condivisa dai giudizi di tutti. Nonostante Francesca fosse un’insegnante, in paese non partecipava alle iniziative pubbliche, tantomeno il marito. Una riservatezza a volte esasperata, pur se occasionalmente interrotta: «Una volta sola mi aveva chiesto di poter pulire con il decespugliatore l’area di casa sua dalla parte del canale», racconta un vicino di casa, il consigliere comunale William Grosoli. (ase)

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