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Muzzarelli-Landi ai ferri corti sul Sant’Agostino

di Davide Berti
Muzzarelli-Landi ai ferri corti sul Sant’Agostino

Scontro totale tra il sindaco e il presidente della Fondazione: dopo le nomine Unicredit idee diverse sul progetto bloccato

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Un gelido silenzio. Per chi odia il freddo. O un silenzio piuttosto rumoroso. Per chi odia il frastuono. Dipingetelo come volete ma quello che si è creato tra l’amministrazione comunale e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena è uno strappo senza possibilità di recupero. Ago e fili sono terminati, non basterebbero nemmeno al più talentuoso dei tessitori per per ricomporre una situazione ormai definitivamente compromessa.

Dopo il braccio di ferro sulle nomine di Unicredit, con Andrea Landi sfiduciato dal suo cda e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli a giocare un ruolo di primaria importanza, è arrivata la risposta del professor Landi. Venerdì scorso, infatti, al convegno dal titolo “Biblioteca Estense e Biblioteca Poletti, la sfida del futuro”, che ha dibattuto del trasferimento delle biblioteche nel Sant’Agostino restaurato (sì, ma quando?...), il Comune non solo non è stato invitato, ma nemmeno informato. Una iniziativa, quella di Landi, che Muzzarelli non ha gradito.

Il sindaco, però, ha pensato di presentarsi comunque al convegno, seduto in platea ad ascoltare i primi interventi. Nessuna parola, nessun commento. E questo la dice lunga sul clima che si sta respirando in queste ore.

Fondazione e Comune non vanno più a braccetto da settimane. O meglio: presidente della Fcrmo e sindaco di Modena hanno definitivamente rotto. E proprio su un tema così delicato come il Sant’Agostino consumano l’ultima sfida con opinioni, anche in questo caso, contrastanti. Non è un mistero che Landi volessere chiudere la sua presidenza con almeno la posa, diciamo così, della prima pietra restaurata, ma i tempi si sono sempre più allungati, tanto da rendere ormai quasi impossibile anche la sola apertura del cantiere prima del pronunciamento del Tar. Il problema, però, esiste anche se per un attimo si dimenticano le dispute legali: cosa finirà dentro il Sant’Agostino?

Il progetto di Sant'Agostino affonda le sue radici ormai quasi dieci anni fa. In particolare prende le fila quando la Fondazione presieduta dall'ex presidente Gianfranco Baldini decide di acquistare il Sant'Agostino. Durante la presidenza Landi, nel 2007, viene firmato tra Stato, Comune e Fondazione una convenzione per gli trasferimento delle biblioteche Estense e Poletti. Il progetto vale oltre 60 milioni di euro e c'è già un progetto esecutivo, di indubbio fascino e con la firma di Gae Aulenti, curato da Ingegneri Riuniti: nei 24mila metri quadrati dell'ex ospedale settecentesco dovrebbero andare oltre a Estense e Poletti anche il Centro per la fotografia della fondazione, il Centro linguistico dell'Università, un auditorium da 170 posti e attività commerciali.

Il condizionale è d’obbligo perché certamente quello che si andrà a ricreare sarà un Sant’Agostino disegnato diversamente rispetto alle scelte attuali che contestano alla Fondazione una sorta di “privatizzazione della cultura” alla quale il Comune non può sottostare facendo finta di nulla.

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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