Pd provinciale, il debito sale a 820mila euro
Presentata la manovra di razionalizzazione del partito. Bursi: «Basta assunzioni per ruoli politici»
Un debito da 820mila euro, di cui 260mila accumulati solamente quest’anno, la parola fine a funzionari politici assunti a tempo indeterminato, sedfici dei 33 dipendenti in solidarietà, 236mila euro messi nel bilancio previsionale 2015 per quote di indennità versate da parlamentari europei, onorevoli e consiglieri regionali con un nuovo regolamento che andrà in approvazione a giugno e costringerà tutti a versare, anche chi come Matteo Richetti aveva posto dubbi.
Sono solo alcuni dei temi discussi ieri in casa Pd, presentando i conti assestati del 2014 che incidono non poco sulle prossime scelte di partito.
La crisi delle entrate è determinata da alcuni fattori: il calo del tesseramento (il totale degli iscritti nel 2014 è di 8.152 unità, circa il 74% dei tesserati del 2013); il calo degli utili delle Feste territoriali e di quella provinciale rispetto ad un anno eccezionale come il 2013 e la ridotta capacità dei Circoli di pagare gli affitti delle sedi e delle attrezzature utilizzate nelle feste territoriali. Il Pd provinciale ha, quindi, dovuto contribuire con 126.449 euro per i mancati pagamenti degli affitti, mentre la gestione dei magazzini che ospitano i materiali per le Feste si chiude con un disavanzo di 192.505. Sul fronte delle spese, il 2014 ha visto la convocazione di ben tre tornate elettorali: 36 Comuni al voto per le amministrative, le elezioni europee e, non previste, le regionali in autunno. A questo si aggiunge il costo del personale rientrato da incarichi amministrativi che, solo in parte, ha trovato una immediata collocazione lavorativa esterna. "Se negli anni passati ci si era concentrati su azioni di efficientamento gestionale - spiega il segretario provinciale del Pd Lucia Bursi - ora è necessario ridurre costi che sono strutturali e non più economicamente sostenibili. Il calo del tesseramento è, purtroppo, ormai fisiologico: complici la disaffezione nei confronti dei partiti e la crisi economica, anche la media della quota pro-capite sottoscritta è in costante calo. Sugli incassi delle Feste, invece, nonostante un generale aumento delle presenze, pesano la riduzione delle entrate pubblicitarie e il calo complessivo dell'importo della consumazione media". Il piano di razionalizzazione complessiva dei costi affronta il problema nei suoi diversi aspetti. La riorganizzazione dei magazzini prevede, per il 2015, la chiusura di quello di Vignola e l'assegnazione al Pd di Carpi della gestione di quello carpigiano, in prospettiva anche quello di Manzolino dovrà essere gestito dal Pd di Castelfranco. Il numero delle sedi dei circoli (non il numero dei circoli) sarà ridotto e adeguato alle necessità economiche e politiche: a Modena-città le sedi passeranno da 15 a 9, in provincia si punta a risparmi anche per alcune sedi territoriali, mentre la stessa sede del Coordinamento provinciale del Pd, a ottobre, si trasferirà nei nuovi uffici di via Rainusso 144, al 3° piano (solo quest'ultimo trasferimento comporterà un risparmio di 36mila euro l'anno). Sul fronte dei dipendenti Lucia Bursi è chiara: «Fino al 2016 abbiamo deciso questa solidarietà, poi vedremo come sarà la situazione tra un anno. Certo è che per ruoli politici non ci saranno più assunzioni a tempo indeterminato». Un Pd senza patrimonio che nulla può oggi contro la Fondazione ex Ds, che detiene immobili: «Siamo due cose distinte», chiude la Bursi. (d.b.)
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