Pensioni, per i rimborsi tutti in fila dai sindacati
Cgil, Cisl e Uil: «Aspettiamo il decreto, non possiamo fare i conti solo con le frasi del premier in tv. Siamo pronti ad assistere chi chiederà i risarcimenti»
Centralini roventi ieri mattina nelle sedi dei sindacati per l’annuncio di Renzi sulle 500 euro di bonus ai pensionati.
L’apparizione in tv del Presidente del Consiglio domenica pomeriggio ha regalato un brivido a quanti aspettavano una risposta sulla rivalutazione delle pensioni dopo la sentenza della Corte Costituzionale.
«Le pensioni bloccate dalla rirma Monti-Fornero sono state bocciate dalla suprema corte - ha esordito il premier guardando dritto nelle telecamere - Quindi il mio governo deve provvedere. Non possiamo restituire tutto a tutti perché altrimenti saltano i conti pubblici ma cominceremo a restituire i soldi non versati, 500 euro da subito, in piena estate».
Come, dove, quando, a chi? L’ex sindaco di Firenze non l’ha detto ma i telefoni hanno cominciato a squillare ancora prima dell’apertura degli uffici, coinvolgendo anche ragionieri, commercialisti e consulenti vari. La risposta dei patronati sindacali è stata chiara.
«Tanto per cominciare - spiega Sauro Serri (Spi Cgil) - stiamo discutendo di dichiarazioni, cioè del nulla sino a quando non ci sarà un decreto, una legge scritta nero su bianco. Solo a quel momento vedremo quante saranno le persone coinvolte e il grado e i tempi di restituzione di quanto è stato congelato nel biennio 2012-2014. Il tema vero è quello dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita, non si possono tenere basse con il sistematico aumento del costo della vita. Un fatto è certo: noi saremo al fianco di tutti i pensionati per richiedere ciò che spetta in base alla sentenza della Corte Costituzionale. Quest’ultima è chiarissima, a dispetto di chi vuole interpretarla con delle forzature, nell’entità delle restituzioni. I nostri uffici legali stanno già approntando le bozze di potenziali ricorsi; ma, come ripeto, siamo ancora alle prime battute della vicenda. Si può discutere sulle restituzioni a chi guadagna cinque, sei volte il minimo pensionistico, ma sotto quella soglia bisogna che il governo paghi il dovuto ».
Stessa contestazione da parte di Luigi Tollari, segretario Uil: « La Corte Costituzionale ha reso attuale ed esigibile ciò che, unitariamente, diciamo inascoltati come sindacato pensionati. La perdita del potere d’acquisto delle pensioni è stata valutata dagli economisti attorno al 20% negli ultimi 15 anni. Vi ricordate della promessa degli 80 euro promessi da Renzi anche ai pensionati? Mai viste, scomparsi anche dal e promesse. Noi saremo a fianco dei pensionati per chiedere, con adeguata documentazione, tutto ciò che spetta».
Tollari ha fatto due conti e ha messo in fila le cifre dell’Inps sui beneficiari modenesi dei risarcimenti, in pratica i pensionati che percepiscono oltre il triplo della pensione minima. In totale sono poco più di 14 mila persone tra emolumenti per anzianità, invalidità e reversibilità: la cifra finale, se si resta attorno a questi numeri, di un incremento di oltre 7 milioni mensili per le entrate di Modena e provincia.
Calcoli teorici, come abbiamo detto, ma la sirena dei 500 euro, “pochi e subito”, è potentissima, come conferma Cristiano Marini (Cisl). « Ci sono state diverse persone che ci hanno chiesto di presentare comunque una domanda di rimborso - dice - Noi abbiamo faticato non poco a spiegare che sinora manca la base legale, che non c’è nulla di scritto e quindi neppure la procedura per chiedere la restituzione della quota mensile congelata a suo tempo. Come pensare che 3,7 milioni di persone si mettano a presentare domande all’Inps? L’ente di previdenza sarebbe schiacciato in pochi giorni dalla mole delle pratiche a cui non potrebbe rispondere».
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