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Anche per il mondo agricolo è iniziata la vera ricostruzione

Anche per il mondo agricolo è iniziata la vera ricostruzione

Le associazioni plaudono alla proroga per i contributi Danneggiate 7mila aziende per oltre due miliardi di danni

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«A distanza di tre anni, la ricostruzione è avviata. E finalmente il mondo agricolo è stato equiparato, in termini di scadenze, all’abitativo». È il commento che arriva dal mondo agricolo, anch’esso profondamente colpito dal sisma del maggio del 2012.

Ricordare i dati è più che mai doveroso, per capire la portato che le forti scosse hanno avuto sul settore nella Bassa Modenese. Sono state 7mila le aziende danneggiate, di cui 2mila in modo grave e danni di oltre 2 miliardi di euro. Sono i dati ricordati da Coldiretti Modena a tre anni dal terribile sisma che ha colpito l’Emilia con gravi riflessi anche per il settore agricolo.

Nel vasto territorio colpito si produce oltre il 10 per cento del Prodotto Interno Lordo agricolo con le più prestigiose produzioni agroalimentari nazionali dal Parmigiano Reggiano, al Lambrusco fino all’Aceto balsamico di Modena.

Nell’intero comprensorio di produzione, il terremoto - ricorda ancora la Coldiretti- ha causato, la caduta a terra di quasi 600mila forme, danneggiato gravemente 37 caseifici di Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna e oltre 600 allevamenti.

«A tre anni dall’evento, la ricostruzione sta procedendo - afferma il presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi - Dopo un primo periodo caratterizzato da grosse difficoltà burocratiche ora la ricostruzione sembra essersi avviata. Proprio di recente, grazie all’impegno della Regione Emilia Romagna, più volte sollecitata da Coldiretti regionale, i tempi per la presentazione delle domande e la fine dei lavori di ricostruzione dei fabbricati agricoli colpiti dal terremoto sono stati parificati a quelli di tutti gli altri settori. Con la proroga della presentazione delle domande per ottenere i fondi pubblici al 30 giugno 2015 e la fine lavori per il 30 settembre 2016, come succede per tutti gli altri settori, anche gli imprenditori agricoli possono contare su una tempistica adeguata per la ricostruzione. Occorre ora che la Regione sostenga le amministrazioni comunali e gli uffici preposti con personale adeguato in modo da sbrigare nei dovuti tempi le pratiche che verranno presentate».

«Finalmente - afferma Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena - anche il mondo produttivo agricolo ha le scadenze dell’abitativo. Rimane il nodo burocratico, quella complessità nella presentazione delle domande che mette in difficoltà le aziende. Dal canto loro gli uffici comunali sono oberati. Ma le richieste continue di integrazioni non fanno altro che rallentare la conclusione delle domande, rimandando continuamente il momento in cui i fondi verranno erogati».

Felicia Buonomo

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