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Arcidiocesi: pochissime le chiese riaperte

di Serena Arbizzi
Arcidiocesi: pochissime le chiese riaperte

Danni per 100 milioni di euro. «Speravamo in tempi più brevi. Ma la burocrazia blocca i progetti»

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La situazione degli edifici religiosi continua a muoversi a piccolissimi passi dopo i gravi danni subiti a causa del sisma del 2012. Sia l’arcidiocesi di Modena e Nonantola, sia quella di Carpi, sono alle prese con una burocrazia che rallenta i processi di ricostruzione.

«Nell’arcidiocesi di Modena il danno valutato dal Mibac per chiese, campanili e canoniche ammonta a 121 milioni di euro - spiega il diacono Mimmo Ferrari, responsabile della ricostruzione per l’arcidiocesi – la Regione ha deciso di intervenire con un piano strutturato in tre fasi. Nella prima sono stati inseriti 57 edifici, di questi, nove hanno danni inferiori a 50mila euro, mentre 48 superiori ai 50mila. In un momento del genere abbiamo presentato i progetti preliminari tranne per tre casi in cui è già stato approvato il percorso esecutivo (San Pietro e San Pio X a Modena e San Lorenzo della Pioppa a Ravarino)».

Le tre chiese di Modena (Tempio, Sant’Agostino e San Biagio) sono chiuse e si aspetta l’approvazione dei progetti. Fuori città, degli edifici lesionati 15 sono stati riaperti tra cui la parrocchiale di Bastiglia, il santuario di San Clemente, il Seminario di Finale, il santuario degli Obici, sempre a Finale, la parrocchiale di Soliera, la Pieve di Nonantola, San Pietro e San Pio X a Modena, la parrocchiale di Ravarino. Nelle prossime settimane si aprirà il cantiere a San Lorenzo della Pioppa, entro il 2015 è previsto l’avvio dei lavori a Rivara e all’Abbazia di Nonantola.

«Nella Bassa - prosegue Ferrari - si sta cercando di arrivare ad inizio lavori di una chiesa per ogni parrocchia. A Cavezzo si attende l’ultimazione del progetto per San Biagio in Padule e Motta è stato presentato il progetto preliminare. Per il Duomo di San Felice, stiamo realizzando una struttura temporanea con un contributo Arcus per preservare le rovine da un ulteriore deterioramento. Speravamo i tempi fossero più brevi ma le leggi italiane sugli appalti e la burocrazia in una situazione con diversi progetti di edifici tutelati che devono essere approvati da Soprintendenza e commissione geologico sismica della Regione non possono essere brevi».

Nella diocesi di Carpi (80 milioni di danni, di cui finora ne sono stati finanziati 45) la situazione non è più semplice: si conta di finire il Duomo nel 2016, 7 chiese e 2 canoniche sono state riaperte. Dei 31 progetti presentati, 30 sono in Regione, uno è stato approvato (il palazzo vescovile).

Serena Arbizzi

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