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Derubata all’università la fotografa Paltrinieri

Derubata all’università la fotografa Paltrinieri

Finale. Partecipava ad un corso a Reggio con il celebre collega americano Greene Due giovani le hanno preso materiale per migliaia di euro. Trovato un complice

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FINALE. Derubata all'Università di Reggio durante un seminario sulla fotografia organizzato dall'associazione Noor. È accaduto alla fotografa finalese Carolina Paltrinieri. Le hanno preso materiale fotografico e informatico per circa 7 mila euro.

La fotografa free lance partecipava al seminario dell'agenzia internazionale Noor con sede ad Amsterdam specializzata in foto-giornalismo, agenzia protagonista d'eccezione dell'edizione 2015 di “Fotografia Europea”. Una tre giorni con il professionista americano Stanley Greene, celebre per aver fotografato le grandi guerre odierne e soprattutto per il suo reportage in Cecenia, anch'egli vittima del furto di computer e hard disk come altri due studenti del corso.

«Ci siamo spostati in un'altra aula per seguire la lezione di Jon Lowenstein – racconta Carolina Paltrinieri – gli addetti al convegno ci hanno detto di lasciare il materiale in aula, la quale sarebbe stata chiusa a chiave. Ma ad un certo punto della lezione ci hanno chiamato perché la porta era stata sfondata e tutto il materiale di lavoro oramai perso. Ci hanno rubato l'identità, gli strumenti del nostro lavoro».

La Paltrinieri nel furto ha perso la sua macchina fotografica Nikon D800, l'obiettivo che da solo ha un costo di circa 2 mila euro, computer, hard disk e effetti personali che erano nello zaino. Continua il racconto: «Nel bottino anche un paio di computer Apple MacBook provvisti di localizzatore, rintracciati nella notte in un appartamento di Guastalla di un tecnico informatico al quale erano stati affidati per essere sbloccati, ora indagato come complice. Alcuni studenti dell'Università avrebbero visto anche allontanarsi due ragazzi con le nostre borse».

Carolina Paltrinieri è una fotografa freelance e arrotonda con foto pubblicitarie, oltre al materiale tecnico perde anche le fotografie del suo ultimissimo viaggio in Giappone che non aveva ancora salvato in backup su altro supporto, ma le rimangono le immagini del suo importante lavoro in Etiopia. Tramite la Onlus “Amici di Adwa” ha soggiornato in Etiopia per cinque mesi da fine 2014, dove ha svolto laboratori di fotografia con i ragazzi della missione salesiana “Kidane Neheret” e dove tornerà prima del rientro a scuola a settembre, mentre la prima mostra dei lavori svolti nel laboratorio aprirà a ottobre a Pieve di Cento (Bo) al museo Bargellini.

Nel frattempo l'unica speranza per recuperare almeno il materiale per lavorare è legata all'attivazione dell'assicurazione comunale di Reggio che copre gli eventi, i cui tempi e modalità difficilmente coincideranno con le sue esigenze.

Manuele Palazzi

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