L’aeroporto vuole decollare
Pavullo. Ora il “Paolucci”si candida ad ospitare un grande evento nazionale
PAVULLO. Pavullo si candida ad ospitare il raduno nazionale del Club Aviazione Popolare (Cap), evento che tre anni fa a Reggio Emilia portò qualcosa come 300 aeroplani, e ci sono buone speranze di riuscirci. È stato infatti molto positivo il contatto con l'associazione sviluppatosi lo scorso weekend con la disputa all'aeroporto Paolucci della Efficiency Race, gara ispirata all'americana Cafè 400 che ha richiamato piloti da Roma a Milano. L'evento, organizzato attraverso l'Astral dal Cap e dall'Aero Club Pavullo in collaborazione con il Comune, ha messo alla prova domenica veicoli a motore costruiti in gran parte dagli stessi partecipanti in un mix di abilità di volo e contenimento dei consumi: oltre al tempo infatti veniva calcolata la differenza di peso del velivolo dal decollo all'atterraggio, premiando chi aveva mantenuto più carburante. Gara eco- sostenibile insomma, accolta con molto interesse: «Siamo stati molto felici di aver ospitato una prova di questo calibro – ha osservato Roberto Gianaroli, presidente dell'Aero Club Pavullo – molto attuale perché riguarda consumo energetico e massima efficienza. Gli aeroplani sono stati adattati dai piloti per rispondere al meglio alle normative moderne, e il bilancio è molto positivo, nonostante il maltempo di sabato che ci ha costretto a rinviare i voli. Spero che questo evento faccia da apripista per avere qui il raduno nazionale del Cap: sarebbe una grandissima occasione per tutto il territorio». E da parte sua l'associazione si sbilancia già un po': «Ci dobbiamo riunire in Consiglio, ma se dovessi spendere una parola, siamo sicuramente sulla buona strada», ha spiegato Giovanni Chiappa, responsabile relazioni esterne dell'ente che raggruppa i costruttori di aeromobili amatoriali e storici, con sede a Bresso e centri nelle varie regioni. «Il posto c'è piaciuto tantissimo e ha la ricettività adeguata: sarebbe veramente bello fare qui il raduno nazionale». E che l'aeroporto si sia presentato molto bene, lo hanno confermato gli stessi piloti: «Io abito a Parma – ha detto Giuseppe Ballarini – e quando vengo qui mi sembra di essere in un paradiso: Pavullo, l'Appennino, la gente che c'è qua: per me è semplicemente meraviglioso”. “E' la prima volta che vengo qui – ha precisato il pisano Cesarino Panizzi – c'ero passato sopra ma mai fermato, e devo dire che è proprio bello l'aeroporto immerso tra le montagne: bisogna portargli rispetto”. “Il mio volo è andato molto bene – ha raccontato a sua volta Gianni Bellingeri - con un tempo splendido e nessuna turbolenza, ma non è una sorpresa per me questo posto: è dal 1974 che vengo qui da Molinella, nel bolognese». «Io invece arrivo da Trento – ha chiosato Paolo Ceccato – ma nonostante la distanza arrivo spesso qui. Non solo per la struttura, che è ottima, ma anche per il clima di familiarità, quel calore che manca a tanti altri aeroporti. Trento è più ricco e strutturato, certo, ma questo clima non c'è. E fa la differenza». (d.m.)
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