La burocrazia killer: solo 300 aziende liquidate
Secondo i dati della Regione solo il 15% delle imprese ha avuto i contributi Le associazioni puntano il dito contro i tecnici che gestiscono le istruttorie
In tre anni poco più di trecento domande liquidate. È questa la proporzione che descrive il “ritorno” che le imprese della Bassa Modenese hanno avuto in termini di contributi economici a fronte delle domande presentate, a tre anni dal terremoto del 2012. I dati rendono l’idea di quello che è il secondo “calvario” a cui sono sottoposte le imprese colpite dal sisma, quello della burocrazia, che le ha costrette a ricorrere a risorse proprie per poter ripartire con l’attività produttiva.
I dati sono quelli che provengono dalla Regione Emilia Romagna, che gestisce il sistema Sfinge, con il quale le aziende presentano domanda di accesso ai contributi per la ricostruzione. Ad aprile (i dati sono aggiornati al 22) di quest’anno i progetti saldati ammontavano a 327, a fronte di 2305 domande, pari a nemmeno il 15%. Che tradotto significa circa cento domande liquidate all’anno. «E se a questo aggiungiamo - afferma Andrea Tosi, responsabile delle politiche economiche di Cna Modena - che sono 1500 secondo le nostre stime le domande che ancora devono essere presentate, consideriamo l’andamento preoccupante».
ISTRUTTORIE. Tanti i problemi aperti. A partire dalle istruttorie, dalla qualità, la durata e il numero delle integrazioni continuamente richieste. La Regione si è avvalsa degli istruttori di Invitalia per smistare le pratiche aperte. «I quali tuttavia - prosegue Tosi - valutano le pratiche in modo discrezionale, bloccando per mesi le pratiche. E non dimentichiamo che è personale costoso. Ad ogni richiesta di integrazione significa rimandare la pratica di almeno un mese e così il tempo si accumula e i soldi non arrivano».
WHITE LIST. Poi c’è il capitolo white list, strumento non demonizzato dalle imprese (che al contrario vogliono essere certe che i soldi pubblici siano destinati a chi lavora nella legalità e non ad attività di dubbia legalità), ma che sta creando alcune difficoltà. Nelle fasi successive alla presentazione e approvazione delle domande di contributo, infatti, a lavori già effettuati e pagati, nelle fasi di saldo dei contributi ai beneficiari viene chiesto di verificare i rinnovi alle iscrizioni alla white list. Ma in tanti casi i beneficiari del contributo non riescono a reperire direttamente i dati, spesso perché non hanno più rapporti con le aziende che hanno eseguito i lavori.«C’è una legge - fa presente Tosi - che sancisce che lo Stato non può chiedere dati di cui l’amministrazione è già in possesso. In questo caso la Regione dovrebbe interpellare direttamente le Prefetture».
I CAPANNONI. Ci sono zone, come Carpi, Soliera e Bomporto, in particolare, dove i capannoni non hanno subito alcun danno, ma ai quali viene imposta la messa in sicurezza, con miglioramento sismico al 60%. «Per questi imprenditori - spiega Tosi - esiste un contributo specifico, ma il contributo copre il 70% della spesa. Questo significa trovare la liquidità che spesso manca».
TRACCIABILITÀ DEI PAGAMENTI. Alle imprese, nonostante paghi con l’home banking, viene chiesto di recarsi fisicamente in banca per far timbrare gli estratti conto che la stessa banca invia con procedura informatica al cliente. Un passaggio che viene definito dalle imprese come un controsenso ai fini dei controlli sulla tracciabilità.
LA DELOCALIZZAZIONE. «Ci sono centri storici - dice Tosi - come quelli di Concordia, o San Felice e Cavezzo, che sono praticamente come l’Aquila, dove tutte le attività commerciali sono state delocalizzate e faticano a rientrare.Crediamo sia necessario che le amministrazioni locali pensino ad un piano di rientro delle attività economiche».
LE IMPOSTE. A giugno dell’anno prossimo le imprese dovranno pagare tutte le tasse e i contributi da cui per quindici mesi sono state dispensate. L’obbligo è di versare rate semestrali per tre anni. «Ma se per quella data - conclude Tosi - le imprese non avranno avuto ancora gli indennizzi, sarà difficile per le imprese trovare i soldi per onorare il pagamento delle rate da pagare per tasse e contributi».
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