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La difesa: ha ucciso in preda a un raptus inspiegabile, poi cercò di rianimare la moglie

Le indagini sul duplice omicidio proseguono a pieno regime. Questa mattina il gip Eleonora Pirillo deciderà sulla richiesta di convalida di fermo in carcere per Francesco Grieco dopo averlo...

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Le indagini sul duplice omicidio proseguono a pieno regime. Questa mattina il gip Eleonora Pirillo deciderà sulla richiesta di convalida di fermo in carcere per Francesco Grieco dopo averlo interrogato. Ieri mattina il pm Claudia Ferretti ha conferito l’incarico per l’autopsia medico legale alla dottoresse Anna Laura Santunione e Eleonora Tore. Gli accertamenti autoptici serviranno a chiarire la dinamica dei due omicidi avvenuti in momenti diversi e con tecniche diverse – la moglie Francesca nel pomeriggio di sabato con soffocamento prima con le mani e poi con un asciugamano; la suocera 92enne Rina “Irene” Tabarroni con colpi inferti con un piccolo martello preso dalla cassetta degli attrezzi.

Anche la difesa, avvocato Enrico Aimi, ha iniziato a giocare le sue carte legale agli strumenti delle scienze forensi. Da un lato punta a incaricare un consulente per una perizia medico legale che chiarisca se Grieco era in grado di intendere e di volere. Dall’altro, chiederà una verifica genetica su un tampone prelevato dai Ris l’altra sera dalle labbra di Francesca Marchi. Quelle tracce biologiche, secondo l’avvocato Aimi, potrebbero infatti contenere tracce di saliva di Francesco Grieco. Ma nel caso in cui le tracce della saliva di Grieco fossero riscontrate, la difesa potrebbe avere buon gioco a dimostrare un fatto a suo avviso importante emerso durante l’interrogatorio di Grieco davanti al pm Ferretti e ai carabinieri del Nucleo investigativo: ha infatti raccontato di aver ucciso la moglie in preda a un raptus inesplicabile e poco dopo, di fronte al corpo esanime, di essersi resi conto di cosa aveva appena fatto. In quel momento ha cercato di rianimare la moglie ma senza esito. Quel tentativo estremo, per quanto fuori tempo, potrebbe dimostrare che voleva rimediare immediatamente allo strangolamento, un gesto omicida del quale dice di non essersi nemmeno reso conto, dopo essere caduto in una specie di black out mentale. Un altro aspetto che la difesa sta vagliando con attenzione riguarda poi i suoi intenti suicidi. È un aspetto importante, secondo l’avvocato Aimi, perché dimostra che voleva togliersi la vita ma non c’è riuscito. «Ed è comprensibile - spiega Aimi - perché in quei momenti, anche dopo aver ucciso e desiderando di morire, prevale un istinto di sopravvivenza».

L’intento suicida avrebbe avuto due fasi, probabilmente diverse: la prima dopo l’omicidio della moglie, nel corso della notte insonne tra sabato e domenica, e la seconda dopo aver ucciso anche la suocera, per tutta la domenica fino alla mattina di lunedì quando non è riuscito a farla finita e ha chiamato il 118 dando l’allarme. Lo dimostrerebbero alcuni bigliettini ritrovati.

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