Lamborghini, l’altro eroico pioniere dell’automobile
In un libro la storia di un'avvenura imprenditoriale e la costruzione di un mito conosciuto nel mondo
Un impero costruito anche con uno stratagemma. Tonino Lamborghini racconta “La storia ufficiale” del padre Ferruccio. Il volume sarà presentato domani alle 19 al Caffè Concerto. Il figlio del Cavaliere racconta l’uomo dietro le quinte.
«Quando era militare l’esercito aveva mandato alcuni camion diesel - ha raccontato il presidente di Tonino Lamborghini Group - e nessuna sapeva come funzionavano. Rischiando la galera, mio padre sottrasse tutti i libretti, ne tenne uno solo per studiarlo e distrusse gli altri. La mattina il comandante chiese chi sapeva farlo funzionare. Lui si fece avanti e li mise in moto. Fu nominato caporale al centro dell’autoparco nell’isola di Rodi». Il mondo militare sarà presente ancora nella vita di Lamborghini. «Ha costruito i primi trattori con residuati bellici nuovi di zecca - ha ripreso l’autore - lasciati dagli americani. Oltre al piano Marshall, la legge Fanfani dava sovvenzioni agli agricoltori se compravano un prodotto interamente made in Italy. Mio padre si attivò per seguire per loro tutte le pratiche».
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Dai trattori si passò alle vetture. «Faceva concorrenza a Ferrari e Maserati - ha riconosciuto il figlio - perché faceva un’automobile completamente Lamborghini, mentre altri utilizzavano cambi altrui. Gli ingegneri Dallara e Stanzani ne tirarono fuori uno eccellente, superiore a quelli inglesi». Il volume analizza più i retroscena rispetto alle macchine. «Libri sulle auto ce ne sono a centinaia - ha ricordato Tonino Lamborghini - ho pensato di scrivere una realtà che altri non potevano conoscere. Sono nato e vissuto in azienda, ho trasferito tutte le mie memorie in un volume». Com’era la vita in casa Lamborghini? «Diversa da come potrebbe essere oggi - ha risposto l’autore - i padri, per quanto amorevoli, erano più distaccati. A ogni modo era molto gioioso, divertente e ironico. Almeno tre volte alla settimana si riuniva con amici e collaboratori, in un’atmosfera priva di etichette». La “prima” a Modena si pone nel solco dell’Expo cittadina alla Palazzina Vigarani.
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«È l’unico costruttore che non ha mai dimenticato il valore della terra - ha concluso Anna Spadafora, psicanalista che introdurrà la presentazione - è partito dai trattori e ha dato sempre particolare attenzione al vino». L’incontro, a ingresso libero, sarà moderato da Ennio Cottafavi, vice presidente vicario del Panathlon Modena.
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