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Le cinque promesse ancora da mantenere

Le cinque promesse ancora da mantenere

Esenzione Imu per gli inagibili, zone franche urbane, patto di stabilità, assunzioni e rimborsi Dop/Igp

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Cinque nodi ancora da sciogliere, richieste avanzate al governo-Renzi e che “saranno inserite nel primo provvedimento utile”. Perché non c’è soltanto la ricostruzione materiale da inseguire, all’ordine del giorno delle necessità impellenti la Regione si trova con cinque vicende di buonsenso su cui ancora non c’è una quadra o quantomeno non esiste un provvedimento attuativo.

Quello dell’Imu sulle abitazioni inagibili da mesi è diventato tema di dibattito. La Ragioneria di Stato ha bloccato la proroga di un diritto sacrosanto, ma a Roma il pressing è alto anche perché la figuraccia sarebbe immane. Finora la soluzione non è stata messa nero su bianco, ma arriverà.

Così come si procederà con l’esenzione dal patto di Stabilità dei Comuni delle donazioni. Un’operazione a costo zero per lo Stato e che permetterà ai municipi terremotati di investire risorse provenienti da donazioni già materialmente presenti. E sempre in ottica ricostruzione esistono due elementi che vanno a braccetto. Si tratta, in primo luogo, della richiesta di proroga dello stato d’emergenza alla fine del 2017, il che permetterà più tranquillità nell’affrontare soprattutto il problema delle Unità Minime d’Intervento che coinvolgono i centri storici e allo stesso tempo garantirà ai Comuni i rinforzi di personale finora ottenuti, comprese le stabilizzazioni di molti tecnici e operatori pubblici.

E mentre si aspetta il nullaosta - pressoché scontato - per inserire nei sei miliardi dei rimborsi anche quelli relativi ai prodotti Dop e Igp che sono stati danneggiati o distrutti durante le scosse.

Ma è soprattutto il fronte delle zone franche urbane a lasciare in fibrillazione il mondo del piccolo commercio e dei centri storici. La Regione parla di provvedimento che riguarderà i redditi del biennio 2014-15 (Irpef e Irap in primis), ma vista la determinazione con cui è stato annunciato il lasso temporale quel “primo provvedimento utile” sembra ormai imminente. Nel frattempo proprio per non farsi trovare impreparati ad un’operazione unica nel suo genere (saranno compresi solo una dozzina di paese e le agevolazioni verranno applicate soltanto alle imprese con meno di cinque addetti anche al di fuori dei centri storici) è stato creato un fondo di copertura per i minori gettiti fiscali di 50 milioni di euro. (fd)

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