«Pd, serve ripartire» La corrente Sinistra presenta le proposte
Una netta critica all'attuale gestione del partito, soprattutto comunale, ma anche una serie di azioni per tentare un rilancio, che possa riavvicinare anche la giunta del sindaco Gian carlo...
Una netta critica all'attuale gestione del partito, soprattutto comunale, ma anche una serie di azioni per tentare un rilancio, che possa riavvicinare anche la giunta del sindaco Gian carlo Muzzarelli. La neonata "sinistra" del Pd di Modena ha messo nero su bianco il proprio "documento politico-programmatico". Lo diffonde la senatrice Maria Cecilia Guerra, definendolo «un contributo di analisi e proposte che ha già visto l'adesione di 72 componenti dell'assemblea cittadina, aperto al confronto e alla sottoscrizione da parte di tutti gli altri membri dell'assemblea». Assemblea che, ricordano i promotori, è «l'organo statutario in cui verrà individuata la nuova segretaria del Pd della città di Modena» il prossimo 4 giugno: in pole per succedere ad Andrea Sirotti, uno dei bersagli principali dei 'progressisti', c'è il 'bonacciniano' Andrea Bortolamasi, gradito ma non troppo a sinistra.
Tutti citano «il mancato coinvolgimento della base e l'assenza, o comunque l'insufficienza, di un serio dibattito a livello locale sulle misure più controverse del governo e del parlamento»: è stata «sicuramente" una delle "fonti di delusione e disillusione nei confronti del nostro partito».Vengono poi segnalati come «passaggi particolarmente critici» del recente passato in città «le forti polemiche seguite alle primarie» tra Muzzarelli e Maletti «per il candidato sindaco del 2014». Ma c'è pure la vicenda delle "elezioni Regionali" ha pesato non poco, tra "primarie per la presidenza", selezione dei "candidati del Pd" e "elezioni caratterizzate da un gravissimo astensionismo". Ma 'quelli di sinistra' contestano agli attuali gruppi dirigenti per il coordinamento di sinistra serve ripartire. Come? Con «un ruolo dirigente vero dei segretari di circolo», con «il ripristino della direzione comunale del partito», con «la costituzione di un albo degli elettori del Pd di Modena in modo da realizzare una platea dinamicamente definita». Ma pure con «il rilancio del ruolo politico e di autofinanziamento delle feste».
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