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Si apre l’ultima estate nei moduli abitativi

Si apre l’ultima estate nei moduli abitativi

Sempre più Map smantellati. Ancora 4645 famiglie assistite e fari puntati sulle seconde case sfitte

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La sforbiciata ai contributi dell’autonoma sistemazione, arrivata con l’ultima ordinanza, va di pari passo con le strategie regionali che puntano a sistemare il prima possibile le abitazioni inagibili e, allo stesso tempo, implementare sia lo smantellamento dei moduli abitativi sia mettere a regime le seconde case, ristrutturate con soldi pubblici, vincolati però all’accoglienza degli sfollati.

Sono infatti 4645 (-20% rispetto al 2014 e -71% rispetto al 2012) i nuclei familiari ancora assistiti. Di questi l’80% percepisce il Cas, il 6% ha ottenuto un affitto con i percorsi comunali, il 9% risiede nei 240 container rurali e il 6% nei moduli abitativi tra Cavezzo, Concordia, Mirandola, Novi, San Felice, San Possidonio e Cento. E a proposito dei Map, che tanto hanno fatto discutere soprattutto per le elevate spese di gestione elettrica a carico degli sfollati, rispetto ai 757 installati nell’autunno 2012 ne restano occupati 410 (54%) con 1288 persone all’interno. La parte del leone la fa ancora Mirandola con 113 container, ma la città dei Pico spicca anche per quelli già liberati, ben 151 (57%) e quelli per cui è stata emessa un’ordinanza di smontaggio (71), in termine percentuale superata soltanto da Novi, che con i suoi 26 vale il 62%. Entro fine anno, comunque, tutti i moduli andranno smantellati... parola della Regione. Che fine faranno? Alcuni saranno lasciati in uso ai cittadini, in particolare quelli agricoli, altri sono stati affidati alle associazioni del territorio che ne hanno fatto le loro nuove sedi temporanee, ma l’accordo sottoscritto dalla Regione prevede che le ditte installatrici provvedano anche allo smontaggio. Anche su questo fronte, però, la struttura commissariale ha dovuto e sta affrontando il problema legato ai concordati preventivi o ai fallimenti in cui sono incappate aziende che hanno vinto appalti imponenti. Un guaio aggiuntivo alla già complessa situazione, che ha avuto effetti palesi sulla realizzazione di varie strutture, la cui consegna dei lavori è stata spesso rinviata o addirittura ha costretto alla sostituzione della capofila con tutte le conseguenze del caso: lavori approssimativi e dettagli da aggiustare in corso d’opera o a consegna già avvenuta e a pagamento effettuato. (fd)

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