Gazzetta di Modena

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Una targa al Galilei per ricordare Biagio

di Serena Arbizzi
Una targa al Galilei per ricordare Biagio

Lo sfogo di Anna Cannavacciuolo, mamma di Santucci, morto sotto le macerie all’Haemotronic

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MIRANDOLA. «Sono stati tre anni di dolore lacerante. Biagio per noi non se n’è mai andato e il suo ricordo verrà impresso in una lastra ad altezza d’uomo che riporterà la sua foto e verrà posizionata al Galilei, scuola che lui ha frequentato, con una toccante scritta in sua memoria. Quel 29 maggio Biagio è ritornato indietro a spegnere una macchina sul posto di lavoro, poi non è tornato più indietro».

È ancora straziata dal dolore Anna Cannavacciuolo, mamma di Biagio Santucci, il 24enne di Mirandola morto nel crollo dell’Haemotronic di Medolla. E Anna ha fondato un’associazione, che è anche gruppo Facebook, intitolata “Le mamme del giorno dopo”: una commovente condivisione di esperienze e di iniziative che raduna chi ha vissuto un trauma così grande come la perdita di un figlio.

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«Ora siamo un po’ fermi perché mia mamma si è ammalata gravemente, ma finora abbiamo fatto due partite di calcio e un calendario. Il primo anno abbiamo devoluto i fondi ai bambini dell’Associazione Nazionale Tumori, l’anno dopo ai bimbi dislessici – prosegue Anna – Questo perché Biagio aveva nel cuore i bambini. Uno degli ultimi ricordi che ho di lui risale a quando ha servito il cibo ai bambini accampati nelle scuole, dopo la scossa del 20 maggio 2012. Poi, Biagio amava anche l’hip hop: la scuola di danza Les Arts di Alessia Goldoni di Mirandola gli ha intitolato una borsa di studio, giunta al secondo anno».

Allo stesso tempo la famiglia di Biagio sta affrontando l’iter giudiziario per avere giustizia dopo la morte ingiusta del figlio.

«Ci sono i presupposti perché si arrivi all’archiviazione dal punto di vista penale – continua Anna – ma andremo avanti in sede civile».

Inoltre, Biagio era il sostegno economico della famiglia, composta dai suoi fratelli, Luana e Cristian, oltre che da Anna, che lavora in una scuola materna. «Dalla Bellco ci avevano promesso che si sarebbero interessati al nostro caso - continua Anna – e mia figlia Luana, infatti, è stata chiamata per un colloquio. Poi, però, dopo più di un anno non si è più saputo nulla. Non voglio dare nessuna colpa, ma un po’ di sensibilità. La ditta dove lavorava Biagio ci ha dato un aiuto, ma vogliamo e dobbiamo rimboccarci le maniche per andare avanti».

E a conferma di come, questa famiglia, unita, stia cercando giorno dopo giorno di affrontare il dolore. Per la festa della mamma, i fratelli di Biagio, Luana e Cristian, hanno regalato ad Anna un mazzo di fiori con messaggio commovente. «Sono tre rose rosse come noi – c’è scritto nel biglietto che accompagnava i fiori – perché anche se il destino ci ha fatto diventare due nei nostri cuori saremo sempre tre. Grazie di tutto ciò che fai ogni giorno».

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