Vittoria, la bimba salvata dalle macerie
Venne sepolta dal crollo della casa. La mamma: «Ha dimenticato, oggi a Finale vogliamo essere felici»
FINALE. Vittoria non aveva ancora compiuto 6 anni quando è stata estratta viva dalle macerie quella tremenda notte.
La prima, fortissima, scossa, ha colpito la sua casa di via Rovere 34 nella borgata degli Obici, accanto al santuario meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.
La piccola Vittoria stava dormendo nella sua camera, insieme alla mamma Alessandra, nella torre estense che faceva parte della sua abitazione, prima che il sisma ne sventrasse il terzo e il quarto piano.
Vittoria è rimasta sepolta sotto le macerie, mentre il papà Bartolomeo e mamma Alessandra si affannavano per liberarla. Nel tentativo di contattare i soccorsi, Alessandra digitò per sbaglio un numero al quale ha risposto il dottor Passeri da New York.
È stato Passeri a chiamare la questura di Roma e altri soccorsi, arrivati in aiuto della famiglia.
«A tre anni da quell’esperienza terribile Vittoria è tranquilla e serena – racconta mamma Alessandra – nella sua mente di bambina il primo ricordo del terremoto è forse legato alla scossa di 2.8 che pochi mesi fa ha colpito Finale. Lei sta bene e siamo appena ritornati dalla Francia per festeggiare il nostro anniversario di matrimonio con tutta la famiglia. Maggio, infatti, per me è un mese carico di ricorrenze. L’8 del mese mi sono sposata, il 14 compie gli anni mio fratello e il 10 mio padre. E vorrei rimarcare che per noi è doveroso essere felici, perché, per la nostra famiglia, quello che è venuto dopo il 20 maggio è stato bello lo stesso, nonostante i momenti altamente drammatici di quel giorno del 2012. Io ricordo Vittoria che, dopo il sisma, correva felice, ed è stata via fino a settembre. In questi anni, Francesco, 5 anni, e Anita, 2, gli altri due nostri figli, stanno bene: abbiamo molte ragioni per dire grazie. Per quanto riguarda i lavori, davanti a casa nostra c’è una gru e confidiamo che gli interventi possano partire presto e concludersi nel giro di un anno con la ricostruzione della torre nel rispetto delle normative. Per concludere, penso a un aneddoto: navigando su google maps ho cercato la posizione della nostra torre. La nostra zona si chiama “La quiete”».
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