Festival LiberAzione tra danza e teatro
MARANO. «Arte e cultura non come un surplus, ma come parte integrante della vita». Questo l'intento che ha dato vita al Festival LiberAzione, tenutosi al teatro comunale. Due giorni di workshop,...
MARANO. «Arte e cultura non come un surplus, ma come parte integrante della vita». Questo l'intento che ha dato vita al Festival LiberAzione, tenutosi al teatro comunale. Due giorni di workshop, lezioni di danza ed improvvisazione teatrale, ma anche seminari, caffè filosofici e spettacoli veri e propri, che hanno avuto come tema la liberazione e la libertà. L'idea ha preso piede con l'avvicinarsi del 70esimo anniversario della Liberazione Italiana, allargandosi poi al tema della liberazione nella danza dopo le rotture con il mondo accademico. Liberazione quindi dai totalitarismi, come il fascismo ed il nazismo, ma anche dalle costrizioni e dalle regole ferree che impongono canoni fissi e invariabili. Questo il filo conduttore delle attività proposte; la prima è stata un Caffè Filosofico: i partecipanti hanno dato il via ad una riflessione sulla liberazione, seguita da improvvisazioni di danza basate su alcune parole chiave evidenziate nel corso della discussione. A seguire lezioni di danza, ma anche un seminario di tecniche teatrali ed un laboratorio di danza libera per bambini. Alla sera, uno spettacolo di danza che ha visto esibirsi sul palco la Compagnia Eliadi, la compagnia dell'Ecole de danse Aubagnaise di Marsiglia, il Gruppo Danza Guinea Conakry ed il Gruppo Pleiadi, con alcuni pezzi inerenti al tema del Festival; tra questi, Nero40, che racconta della liberazione dal Nazismo, interpretato dalla Compagnia Eliadi. Poi un workshop di improvvisazione teatrale...
Ideatori dell'evento sono stati l'Associazione Performazioni Cinetiche, e la Compagnia Eliadi, con il patrocinio del Comune. «L'intento dell'iniziativa- spiega Lorenza Paniccià, vicepresidentessa dell'associazione- è stato quello di far comprendere che anche l'arte è liberazione, e che il teatro dovrebbe essere uno spazio interattivo, che sta al passo con i tempi e non solo un baluardo della tradizione, che i giovani ormai vedono come lontano. Il Festival ha coinvolto circa 200 persone e l'augurio è che questo sia il primo di una serie di eventi per far capire che arte e cultura sono fondamentali nella vita».
Alice Scaglioni
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