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«L’Ausl non dà risposte sarà stato di agitazione»

di Felicia Buonomo
«L’Ausl non dà risposte sarà stato di agitazione»

Sul piede di guerra i sindacati che rappresentano i lavoratori di Villa Fiorita «L’azienda parla di valori di formaldeide non preoccupanti e nega lo sgombero»

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I sindacati che rappresentano i lavoratori di ex Villa Fiorita, sede del distretto sanitario, tornano ad “impugnare le armi”. Ieri, infatti, si è tenuto l’ennesimo incontro tra l’Ausl e le organizzazioni sindacali. Ma le risposte fornite, o meglio ribadite, dall’azienda alla controparte non sono suonate gradite. La direzione aziendale ha ribadito quanto già annunciato in Prefettura nei giorni scorsi: i livelli di formaldeide sono sotto la soglia di attenzione, la sede non sarà evacuata.

Una decisione che discosta con quanto assicurato nelle scorse settimane, quando (sempre con la mediazione del prefetto) l’Ausl aveva garantito lo sgombero dei locali, a fronte del ritiro dello stato di agitazione da parte dei lavoratori. In quella sede era presente, come sindacato, solo la Cgil. Ieri erano presenti tutti e le intenzioni di non procedere con lo sgombero sembrano essere risultate indigeste a tutti.

«L’azienda - afferma Cosimo Gallo, del sindacato della Funzione Pubblica della Uil di Modena - continua a non dare risposte soddisfacenti, al contrario contraddittorie. In sede di confronto, ancora una volta, è mancato il direttore generale e anche il medico competente. Si sostiene che i livelli di formaldeide sono tornati alla normalità e che la sostanza non è inquinante e quindi la sede non sarà evacuata. È normale che i valori diminuiscano col tempo, è fisiologico. Intanto da circa due anni i lavoratori continuano a stare male».

Per alcuni lavoratori, infatti, il medico competente ha prescritto di allontanarsi periodicamente dal luogo di lavoro per non rimanere ripetutamente a contatto con la sostanza, già definita cancerogena. Per sei dipendenti si configura anche l’ipotesi di richiedere all’Inail la malattia professionale (ed eventualmente procedere per ottenere il risarcimento danni). Non a caso alcuni di lavoro si sono attivati per presentare in Procura un esposto, dove chiederanno ai magistrati di valutare la presenza di un danno alla salute pubblica e un danno erariale, per lavori che dovranno essere rifatti per “liberare” la struttura (pubblica) dalla sostanza inquinante.

«Se è vero che non c’è pericolo - prosegue il sindacalista Gallo - perché alcuni dipendenti sono stati già trasferiti e altri prescritti dal medico competente? Sono due anni che denunciamo questa situazione. Non dimentichiamo che si tratta di soldi pubblici. I controlli sono stati fatti?».

Lunedì l’azienda incontrerà i lavoratori per comunicare loro le novità. Successivamente i sindacati si riuniranno con i dipendenti, ai quali chiederanno «quali iniziative intraprendere e valutare eventualmente di votare lo stato di agitazione - conclude Gallo - ed eventuali iniziative di lotta, come lo sciopero»

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