Gazzetta di Modena

Modena

Rapine violente: arrestati i due banditi

di Carlo Gregori
Rapine violente: arrestati i due banditi

Assalti alla tabaccheria di via Vignolese e alla farmacia di Spilamberto: identificati gli autori grazie alla differenza di altezza

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Uno molto alto e uno molto basso. Sono la coppia di rapinatori più strana che c’è e per questo - in base alle descrizioni orali e alle immagini della tv a circuito chiuso della farmacia rapinata - la Squadra mobile della polizia di Stato è riuscita ad acciuffarli in pochi giorni incastrandoli addirittura con la pistola giocattolo e i vestiti usati per due colpi consecutivi. Sono infatti ritenuti gli autori delle rapine violente compiute lunedì sera prima alla tabaccheria di via Vignolese e poi alla farmacia Violi in via Paradosso a Spilamberto. Nel primo caso, un’aggressione con accanimento contro la tabaccaia che non dava il malloppo e cercava di vedere in faccia il bandito, nell’altro una razzia a tutto campo non solo della farmacia ma anche dei clienti.

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Il primo colpo alle 18 all’incrocio tra via Vignolese e via Araldi ai danni di una sfortunata tabaccaia, Flavia Del Coco, con un negozio purtroppo facilmente attaccabile dai rapinatori, terminata con un pugno in faccia dopo il rifiuto di consegnare i soldi e il tentativo di smascherare il bandito. Il secondo, verso le 20 alla farmacia di Spilamberto che ha fruttato 2mila euro di fondo cassa e alcune centinaia di euro dai portafogli di due clienti tra tutti quelli fatti sdraiare a terra.

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Proprio la rapina di Spilamberto ha fornito uno spunto determinate alle indagini degli investigatori del dottor Tassi. Le immagini della tv a circuito chiuso avevano ripreso nitidamente tutte le scene del colpo, dall’ingresso sotto i portici fino alla fuga, inquadrando i due banditi: uno spilungone con camicia a quadretti e occhiali da sole e il complice piccoletto con felpa verde e cappuccio calato in testa.

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Non è stato difficile mettere assieme l’identikit che collimava in tutto con quello della tabaccaia e arrivare a capire che si trattava di due napoletani da anni residenti nella nostra provincia, due con una sfilza di segnalazioni per spaccio e reati predatori: lo “spilungone” è E.M., 44 anni, altro circa 195 cm; il “piccolo” S.A., 41 anni, alto circa 155 cm.

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La Mobile ha fatto così “visita” prima allo spilungone. Gli investigatori hanno suonato il campanello di casa sua. Non rispondeva nessuno ma si sentivano rumori. Una volta trovate le chiavi da un parente di E. M., i poliziotti hanno fatto irruzione in casa. Sembrava vuota, ma in realtà hanno poi trovato lo spilungone rannicchiato in posa da contorsionista dentro l’armadietto di suo figlio piccolo. In casa sua è stata trovata la pistola usata per i colpi e si è chiarito che si trattava di un’arma ad aria compressa. Poi sono saltati fuori gli abiti usati per i colpi: la camicia a quadretti, le scarpe e i pantaloni. Non c’erano più dubbi. Più complicato invece identificare dove poteva trovarsi il suo complice. Dopo alcune ricerche, la Mobile ha provato a casa di suoi conoscenti e lo hanno trovato: era ospite da loro, in quanto è rimasto senza una fissa dimora. Nel suo caso è stato possibile inchiodarlo alle due rapine perché proprio nei paraggi di quella casa è stato trovato uno dei portafogli rapinati ai clienti della farmacia di Spilamberto.

I due sono stati portati in Questura e interrogati. Al termine, è scattato il fermo di polizia per entrambi e sono stati portati in carcere in attesa della convalida da parte del gip. Sono entrambi accusati di rapina aggravata. La Mobile sta indagando per capire se i due sono stati autori di altri colpi simili nelle scorse settimane.

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