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Reddito minimo, Libera e Act fanno il pieno sulla crisi

La sala del teatro dei Segni, lunedì sera, è quasi piena. Si parla di reddito minimo, e gli organizzatori – Libera e Act!, l’associazione giovanile nata dalla campagna elettorale de l’Altra Europa...

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La sala del teatro dei Segni, lunedì sera, è quasi piena. Si parla di reddito minimo, e gli organizzatori – Libera e Act!, l’associazione giovanile nata dalla campagna elettorale de l’Altra Europa con Tsipras, incassano un piccolo “successo di pubblico”. Decine e decine di persone riempiono la platea, a riprova dell’interesse che tale tematica è in grado di stimolare in tempi di crisi. Anche perché, spiegano gli organizzatori, la necessita di una misura che «garantisca autonomia alle persone non è più rinviabile». «La povertà, la disoccupazione, le diseguaglianze e la precarietà rappresentano vere piaghe da risolvere anche nella nostra città, come dimostrano anche gli ultimi dati». E non è un caso che la serata vada ad inserirsi in un momento particolarmente proficuo per il tema. A fine aprile, ad esempio, l’Assemblea Regionale ha approvato un atto che impegna la Giunta ad approvare una sperimentazione del reddito minimo in Emilia Romagna entro il 2016. Secondo Libera ed Act! «occorre fare informazione e pressione dal basso, affinché il Parlamento legiferi». Sul palco, si alternano oltre una dozzina tra liberi professionisti, ricercatori, docenti, studenti, precari ed esponenti del mondo dell’associazionismo. Dalla presidente nazionale di Cna-Fita Cinzia Franchini al coordinatore regionale Legalità e Sicurezza della Cgil emiliano romagnola Franco Zavatti, passando per Massimo Baldini e Giovanni Gallo del Dipartimento di Economia dell’Unimore. Cinque minuti a testa per riportare la propria riflessione o testimonianza, in alcuni casi ripresa anche nel successivo dibattito.

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