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Gli edifici pubblici di Vignola rischiano di restare senz’acqua

di Marco Pederzoli
Gli edifici pubblici di Vignola rischiano di restare senz’acqua

Dalle scuole al municipio a gestire i servizi è società di Cpl Il Comune blocca fattura da 300mila euro. Azione legale?

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VIGNOLA. Gli edifici pubblici di Vignola, dal municipio, alla biblioteca, alle scuole (sono esclusi solo piscina e ospedale) stanno correndo il rischio di rimanere al freddo e senza neanche l’acqua calda, se il Comune e la Provincia non troveranno un accordo con Vignola Energia srl, la società controllata al 99% da Cpl Concordia che, dal 2011, gestisce l’impianto di teleriscaldamento a metano realizzato tra via Per Sassuolo e la circonvallazione. La storia di questo “pasticciaccio brutto” è piuttosto complessa, ma il pericolo potenziale è di assai facile comprensione. Tanto che, sudando freddo, gli attuali amministratori, con il sindaco Mauro Smeraldi e il vicesindaco Simone Pelloni in testa, hanno intrapreso una vera e propria corsa contro il tempo per cercare di rimediare a una situazione ogni giorno sempre più preoccupante, specialmente da quando Cpl Concordia, a seguito delle note vicende di Ischia, è stata esclusa dalla “white list”. Ieri mattina, sindaco e vicesindaco hanno convocato una conferenza per rendere pubblica la situazione. Secondo quanto riferito dai due amministratori, la questione del contratto tra Comune, Provincia e Vignola Energia era finita sotto l’attenzione dell’attuale amministrazione vignolese già nel marzo scorso, prima che scoppiasse il caso Cpl. Il Comune, in particolare, voleva fare chiarezza sulle maxi fatture per il teleriscaldamento che stavano arrivando da Vignola Energia. Il motivo? I costi erano ritenuti troppo elevati, e poi c’è un vincolo di 26 anni, partito nel 2014, che lega Vignola Energia a questo impianto di teleriscaldamento. Solo nel 2040, quindi, l’impianto diventerebbe a tutti gli effetti di proprietà comunale. Tanto per fare capire il livello di tensione attuale, il Comune ha bloccato il pagamento di una fattura di 300.000 euro emessa da Vignola Energia. E la Provincia, che si è trovata affibbiata una fattura di circa 130.000 euro per il riscaldamento delle scuole, ha messo in ghiaccio pure lei questo pagamento, dal momento che il contratto con Vignola Energia non lo ha mai sottoscritto, avendo lo stesso Comune garantito in passato per lei. E ora, chi paga? Anche agli attuali amministratori piacerebbe saperlo, tanto che la strategia attuale, come spiegato ieri, prevede di giocare due diverse partite: una è quella di trovare un accordo per l’abbassamento del canone annuale da corrispondere a Vignola Energia (con tutte le complicazioni di trattare con una società fuori dalla white list), l’altra, non meno da “thrilling”, è quella di accertare eventuali responsabilità, sia civili sia penali, negli amministratori e nei dirigenti comunali che firmarono, già nel 2008, i primi accordi con Cpl Concordia. Per questo, il Comune si è già rivolto a legali di fiducia.

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