Il cibo si “contamina” nelle varie forme di arte
Esiste una sorta di “complicità” tra le diverse forme creative. E sul cibo si incentrano, da giovedì al 19 luglio alla chiesa di San Carlo, tante iniziative (mostre, concerti, conferenze) che portano...
Esiste una sorta di “complicità” tra le diverse forme creative. E sul cibo si incentrano, da giovedì al 19 luglio alla chiesa di San Carlo, tante iniziative (mostre, concerti, conferenze) che portano a riflettere sul dialogo che pittura, fotografia, moda e musica possono intrecciare tra loro e, in particolare, con gli alimenti e la buona tavola. Da qui "Il gusto della contaminazione", titolo della rassegna, a cura di Pietro Cantore e Sonia Veroni. Tutto è in consonanza con il tema dell'Expo che a Modena viene declinato negli aspetti dell'arte e del gusto. «Mettiamo in moto - sostiene il sindaco Muzzarelli - le energie della città, dove tutto diventa arte. Il nostro capitale è quello di saper fare, costruire uno stile di vita, di lavoro». E i numerosi eventi trovano spesso radici nel territorio modenese e regionale, non rinunciando al contributo del talento che il nostro paese sa esprimere in diversi campi. Intrigante, nella chiesa di S. Carlo, il percorso fatto di teatrini, ispirati all'arte di Fausto Melotti, con allestimento di Fausto Ferri, dove dipinti, sculture, abiti di famosi stilisti, immagini fotografiche trovano un profondo legame con i buoni prodotti, tra cui parmigiano, aceto balsamico tradizionale, lambrusco. Si vuole esprimere l'eccellenza attraverso le 20 opere (nature morte) di autori, dal '600 al '900, reperite dall'antiquario Cantore che esalta la ricchezza e la qualità delle collezioni private a Modena: Francesco Malagoli, con una quadro della collezione di Francesco IV, Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino, Giovanni Rivalta, Cristoforo Munari, Adeodato Malatesta, ma pure Ardengo Soffici e Antonio Ligabue, più vicini a noi. Di primo piano sono i fotografi Franco Fontana, Edward Weston, Nino Migliori, le "griffes" di moda (Blumarine, Krizia, Moschino, Valentino, Fiorucci e pure i giovani emergenti). Due gli abiti, ispirati al food, delle allieve di Antonella Battilani all'Istituto Venturi. A celebrare il rito del banchetto, con tovaglia dell'800 e ceramiche di nobile fattura, è Elisabetta Barbolini Ferrari. «Un percorso emotivo, tra oggetti - dice la Veroni - che fanno teatrini di storie raccontate». E omaggio ad Arcimboldo con la sfilata della boutique Volpi Donna, il 4 giugno, all'Orto Botanico, e visita guidata di Daniele Dallai. Non si può rinunciare, ricorda Maria Carafoli, direttore di “Modenamoremio”, al bel canto con i cantanti della Fondazione Pavarotti (25 maggio), gli allievi di Raina Kabaiwanska all'Istituto "Vecchi-Tonelli" (15 giugno), e quelli del Cubec di Mirella Freni. Quattro le conferenze: conversazione con Veroni, Barbolini Ferrari e Cantore, e incontri con gli storici dell'arte Lucia Peruzzi, Patrizia Curti e Philippe Daverio. «E' una manifestazione che aggiunge nuova bellezza al centro storico, con l'impegno - evidenzia Mauro Rossi, vice presidente di Modenamoremio - non solo dei commercianti».
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