L’avventura di Federico Frigieri: attraversare a piedi gli Usa
Da Sud a Nord fino in Canada per 2600 miglia (4mila 286 chilometri) sui sentieri. Questo l'obiettivo di un quarantenne di San Felice sul Panaro (Modena) Un malanno, dopo due settimane, lo rallenta: «Ma non mi fermo certo il 20 maggio»
SAN FELICE. «Domani comincerò il Pacific Crest Trail... La preoccupazione per tutto quello che potrebbe non andare per il verso giusto, la certezza di non essere pronto fisicamente, i dubbi sul contenuto di questo meraviglioso zaino che sarà il mio compagno per i prossimi 4 mesi. Ma anche e soprattutto l’eccitazione per un sogno che diventa realtà, la convinzione di potercela fare, la voglia di bere fino all’ultima goccia dal calice di emozioni che il Pct mi concederà di assaporare. Le albe radiose, il vento sulla pelle, il sole dei tramonti....».
Lo scriveva alla partenza Federico Frigieri, (qui la sua pagina facebook) sanfeliciano quarantenne che ha iniziato venti giorni fa un’avventura incredibile, la traversata in solitaria da sud a nord degli Stati Uniti: California, Oregon, Washington, fino in Canada.
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In tutto 2.663 miglia, (ovvero 4,286 km), con punte in altezza fino a 4mila metri sulle montagne più alte. Federico contava di impiegare 4 mesi ma proprio il 20 maggio una visita medica lo ha messo alle strette: «Finalmente il mio dolore ha un nome.
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Shin Splints. Sofferenza medio-tibiale - scrive sul diario di carta che quotidianamente fotografa e posta su facebook - Da curarsi con ghiaccio e riposo. Si, una cosa da poco ... se puoi trascorrere la giornata seduto e la sera sdraiato sul divano davanti alla tv. Non esattamente una sciocchezza se stai attraversando gli Stati Uniti a piedi. Sono quasi fottuto, m'ha detto uno specialista. Ecco quasi. Ah oggi è il 20 maggio. E io non mollo il 20 maggio. Magari succederà prima o poi. Ma non il 20 maggio». Al suo diciottesimo giorno di marcia aveva percorso 266 miglia, oltre un decimo del suo cammino
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E i tanti amici di San Felice fanno il tifo per Federico, autore di un paio di pubblicazioni e soprattutto interprete di tante avventure, che sa trasmettere con grande passione: «Le mie prime 200 miglia sono state inaspettate, emozionanti, appassionanti, difficili. Magiche come può esserlo camminare per un giorno intero da solo, finalmente solo, nella natura selvaggia, cullato dal rumore del sottobosco in una foresta di pini», dice ad esempio Federico, i cui genitori sono conosciuti ex commercianti
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«Quanto sono vicino al mio paese... Quanto sono vicino a voi, che ricordate la paura di quella notte - ha scritto ricodando il terremoto - Non ho molto da offrire, ma quanto vorrei che questa caviglia smettesse di fare così male per poter continuare questa avventura. L'unico italiano, l'unico modenese e, soprattutto, sanfeliciano. Posso offrire questo, a tre anni di distanza. La mia fatica. Non è molto, ma per me è tutto. Vi voglio bene». (ase)
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