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La politica? Ci vuole il fisico

La politica? Ci vuole il fisico

«La giunta è un team affiatato, ma il lavoro è impegnativo»

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«Per me rappresentare la Regione non solo è un onore. È anche appassionante. Trovo che la giunta attuale sia una bella squadra, un team affiatato che agisce in sintonia. Certo, il lavoro è impegnativo e, come si suole dire, devi avere il fisico. Ma le soddisfazioni ripagano di ogni fatica».

Nata a Modena il 17 maggio 1968 e sposata con Salvatore Vassallo, un collega professore universitario, ex deputato Pd, Elisabetta Gualmini sembra a proprio agio nei panni di vicepresidente dell’Emilia-Romagna con delega al welfare. Autrice del miglior volume scritto da giovani politologhi under quaranta (“L'amministrazione delle democrazie contemporanee”, che nel 2005 le è valso il plauso della Società italiana di scienza politica) nonché di numerosi e sostanziosi "pamphlet" in tema, una volta assolto il proprio incarico in Regione, è però sempre pronta a tornare in cattedra all'ateneo bolognese in veste di professore ordinario. Il suo congedo è infatti temporaneo. «Sento soprattutto la mancanza del confronto con gli studenti. Come vedo i giovani di oggi? Pronti a mettersi in gioco, propositivi, ma perlopiù disorientati. Sono smarriti perché in parte si sentono depauperati del proprio futuro. In tal senso, la mia generazione è stata più fortunata. Anche noi covavamo dubbi e incertezze ma, allo stesso tempo, eravamo consapevoli che, una volta laureati, un lavoro l'avremmo trovato».

Già presidente della fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo, nonchè visiting scholar in diverse università tra cui l'UC Berkeley, l'UCLA e la London School of Economics, dopo aver diretto la Rivista italiana di politiche pubbliche (il Mulino), la vulcanica mamma imperfetta, non ancora paga, nel 2013 è stata arruolata come editorialista dal quotidiano La Stampa. (a.d.m.)

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