«A Modena 4mila posti sono a rischio»
«Nonostante la propaganda del governo la riforma non risolve i problemi dell’occupazione». Tre presidi in provincia
I sindacati non mollano la presa sulla riforma del lavoro, il Jobs Act varato dal governo Renzi che non convince tanti lavoratori. Ecco allora che a Modena viene organizzata una nuova mobilitazione con presidi da parte di Cgil e Uil.
«Nonostante la propaganda del governo Renzi sull'aumento dell'occupazione e la ripresa economica, la situazione rimane ancora molto difficile e rischia di essere aggravata dalla fine del finanziamento degli ammortizzatori sociali a fine maggio», segnalano i segretari provinciali di Cgil e Uil, Tania Scacchetti e Luigi Tollari.
A Modena, secondo la stima dei sindacati, si contano quasi 4mila lavoratori di piccole e medie imprese che sono coinvolti dall'utilizzo della cassa integrazione in deroga e che rischiano o la cessazione del rapporto di lavoro oppure forti riduzioni di orari.
La giornata della mobilitazione sarà martedì prossimo 26 maggio. Il programma prevede tre presidi in provincia, programmati dalle 9.30 alle 11 in diversi Comuni: a Castelnuovo (in via Allende 6) al polo delle industrie agroalimentari, poi di fronte alla Dinamic Oil di Bomporto (via Togliatti 15) e di fronte alla J Colors di Finale (via Venezia 4).
Al termine dei tre presidi, dove gli interventi sindacali porranno l'accento anche sulla riforma della scuola e sulla perequazione delle pensioni, una delegazione sindacale di Cgil e Uil sarà ricevuta dal prefetto di Modena Michele Di Bari e dalla direzione dell'Inps.
«Saranno riportate le forti preoccupazioni per l'incertezza sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali nel 2015, nonchè per i ritardi nei tempi di pagamento delle prestazioni di cassa integrazione che in alcuni casi sono anche di 7-8 mesi», concludono i sindacati.
Per Cgil e Uil il Jobs Act non potrà determinare nuove assunzioni in assenza di investimenti, poi non interviene con forza sulla riduzione delle forme precarie di lavoro, riduce il sistema degli ammortizzatori sociali e con l’attacco allo Statuto dei lavoratori sottrae loro diritti. I sindacati affermano per questo che occorre sostenere con la mobilitazione nei luoghi di lavoro e nei territori la rivendicazione di politiche economiche e sociali diverse.
Anche Claudio Riso, della segreteria di Cgil Modena, riguardo al Jobs Act ha sottolineato «il sostanziale equilibrio tra l'aumento delle assunzioni con il contratto a tutele crescenti e la diminuzione delle assunzioni con altre tipologie a termine. Si tratta dell'effetto sostituzione: in sostanza non è creazione di nuova occupazione ma conversione di vecchi contratti attraverso un passaggio da forme contrattuali precedentemente utilizzate alla nuova tipologia».
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