La manutenzione non c’è Muore il giardino dell’Asl
Castelfranco. Le siepi di bosso che disegnavano i percorsi tipici all’italiana aggrediti da una larva che si poteva debellare. «Oggi è tutto secco, da vergogna»
CASTELFRANCO. Le siepi ed i cespugli di bosso che disegnavano il parco all’italiana dell'ospedale civile Regina Margherita di Castelfranco sono “gialle”, spente. E così il presidio cittadino per eccellenza della sanità e dell’igiene pubblica non è riuscito a salvare l’essenza di un parco storico che nelle piante di bosso aveva uno dei più begli esempi di giardino tipico dell’intera cittàdina. Sarà un segno dei tempi, quello di una civiltà che non ha tempo e non vuole dedicarsi - anche - alla cura del verde, ma la salvaguardia delle siepi di bosso non dovrebbe essere una impresa così ardua. Di solito infatti basta un po’ di manutenzione e il problema viene risolto, come è accaduto in altre aree pubbliche dove gli affidatari o i proprietari si sono semplicemente attivati per tempo. Oltre al bosso morto, il giardino si presenta peraltro in condizioni precarie: erba alta, vialetti illeggili, rifiuti che la gente butta con indifferenza dalla via Emilia, e alberi potati così così.
La siepe di bosso, a quanto è dato sapere, è stata aggredita sino alla morte dalla larva detta “piralide del bosso”. La stessa che è stata facilmente dedellata come è di recente accaduto nel parco di villa Sorra e nel parco Botanico Anec di Castelfranco.
Il disegno geometrico fatto di siepi e cespugli risaliva ad inizi '900 e si caratterizzava per i percorsi pedonali e le siepi che disegnavano una figura geometrica, con la grande fiontana in cemento al centro. Il parco è stato mantenuto anche nell’ampliamento negli anni Cinquanta, dell’ingegner Renato Fazzini di Castelfranco. L’ospedale nella sua struttura originaria risale agli inizi del Nocento, quando venne chiuso il vecchio ospedale Ottocentesco che stava nell’attuale via Garagnani.
Perduto il giardino di bosso, le condizioni di manutenzione dell’intero parco storico vengono definite “vergognose”: «La incompetenza ed in menefreghismo della azienda sanitaria locale ci ha fatto perdere un patrimonio che era apprezzato dai castelfranchesi da almeno un secolo», dice uno dei residenti nelle case vicine che annunciano una segnalazione anche alla Soprintendenza.
Non resta che attingere alla cultura di Leo Longanesi, in una delle sue tante frasi celebri: «L’Italia alla manutenzione preferisce sempre l'inaugurazione». Troppo vero, almeno questo. (a.setti)
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