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Carpi, le pagelle ai dipendenti comunali scatenano le proteste

di Rino Filippin
Carpi, le pagelle ai dipendenti  comunali scatenano le proteste

I sindacalisti: «Metodo iniquo a volte influenzato dai pregiudizi dei dirigenti» Chi viene valutato “ottimo” ha un premio maggiore di circa 500 euro

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È tempo di pagelle per i dipendenti comunali di Carpi e delle Terre d’Argine, in totale circa 600 lavoratori. Come prevede infatti la legge, maggio è il periodo in cui gli addetti municipali ricevono dalle mani dei dirigenti dei vari settori, appunto la loro valutazione per il lavoro svolto nell’anno precedente. In ballo non ci sono solo la stima e il riconoscimento, ma anche denaro sonante. Tra un “sufficiente” e un “ottimo”, ci riferiscono i sindacalisti, in busta si possono essere fino a 500 euro “una tantum” di differenza. Così chi è considerato bravo si trova con un regalo di circa 900 euro mentre i “discoli” si devono accontentare di meno della metà.

«È un momento dell’anno poco piacevole - ci dice un dipendente -. Per un adulto che in coscienza sa di aver fatto il proprio lavoro non è divertente ricevere un “voto” basso. Il punto è che questo sistema di valutazione è sbagliato e basato spesso sul pregiudizio». Anche se nessuno lo dice apertamente, nel mirino ci sono i dirigenti accusati di non essere capaci di fare valutazioni indipendenti da rapporti personali che a volte non sono idilliaci. «È un sistema profondamente sbagliato - dice Fabio De Santis, Cgil - che abbiamo più volte proposto di modificare. Perché questa valutazione e conseguente premio abbia senso deve essere legata a progetti e obbiettivi misurabili. E soprattutto il giudizio del dirigente dovrebbe essere dato a una squadra, non al singolo individuo. Inoltre - continua il sindacalista - lo stesso principio dovrebbe valere per i dirigenti per i quali invece sorge la domanda “chi vota chi?”». Secondo Rossano Bazzoni, sindacalista del Sulpl, sigla della polizia locale, l’aspetto più grave di questo sistema di valutazione è che non incentiva il personale a migliorarsi.

«Purtroppo - dice Bazzoni - a volte i dirigenti incasellano i loro collaboratori e di conseguenza la pagella ne risente. Conosco dipendenti che da anni ricevono il giudizio “sufficiente”. Chiaro che il pregiudizio purtroppo ha il suo peso». E per chi viene valutato come “insufficiente” sono guai: c’è il rischio di essere licenziati e di solito la questione finisce davanti a un giudice. Tanti dipendenti sperano che prima o poi passi la loro proposta: la possibilità di dare il voto ai dirigenti.

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