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Montegibbio, sotterrano gli scavi

di Andrea Gilioli
Montegibbio, sotterrano gli scavi

Nell’antico tempio della dea Minerva manca la sicurezza e i reperti storici dovranno essere coperti

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Gli scavi archeologici di via della Rovina, a Montegibbio, dopo nove anni di attività, chiudono, temporaneamente, agli studiosi, alle scolaresche e alle visite turistiche. Alla base della decisione di ricoprire i ritrovamenti, il crollo, dovuto alla nevicata di febbraio, della struttura provvisoria di protezione dell’area, dove erano stati rinvenuti i resti di un antico tempio alla dea Minerva. Venuta meno la possibilità di garantire la sicurezza delle strutture l’unica soluzione è quella di ricoprire gli scavi, interrando i resti. Per i riaprire la zona sarà necessario realizzare una struttura definitiva e rendere l’area un luogo museale. Di tali prospettive si è parlato in un incontro organizzato da Comune, Soprintendenza e Fondazione Cassa di Risparmio, all’auditorium Bertoli.

«Per riaprire l’area – ha spiegato l’assessore alla cultura Giulia Pigoni, dopo aver ringraziato tutti i partner che negli ultimi anni hanno collaborato a finanziare gli scavi - serve un nuovo progetto di valorizzazione, che richiede uno studio sia sulle modalità di raggiungimento dell’area sia sulla collaborazione con le scuole. In questi anni sono stati moltissimi gli studenti che hanno visitato la zona e conosciuto le importanti scoperte effettuate, e il target di una futura area museale sarebbero i giovani, ma anche i turisti che troverebbero a Sassuolo un nuovo luogo di cultura, a poca distanza dalla città e dalle Salse di Nirano. Il nostro intento è quello di riaprire al più presto l’area, per ridare alla città un luogo di cultura importante e che è stato gravido di scoperte. Il nuovo progetto potrebbe concretizzarsi nella realizzazione di una struttura stabile per la cui costruzione serviranno nuovi fondi e nuovi partner, tra cui potrebbero esserci anche i comuni limitrofi, come Fiorano, col quale si potrebbe realizzare un parco tematico che unisca gli scavi alle vicine Salse di Nirano».

Nell’area degli scavi di Montegibbio, infatti, archeologi e geologi hanno trovato tracce di antiche salse, che sono state la ragione dell’insediamento (già dal II secolo a.c.), probabilmente legato proprio al culto di Minerva per mezzo delle acque e dei fanghi termali che sgorgavano dal terreno, e anche quella della sua distruzione, probabilmente a causa di un terremoto, intorno al sesto secolo dopo Cristo.

«Purtroppo ora gli scavi si devono sospendere e l’area deve essere interrata – ha spiegato l’archeologa Francesca Guandalini di ArcheoModena, che ha partecipato allo studio del sito – sotto sicuramente c’è ancora molto da scoprire e speriamo che in futuro l’area possa essere riaperta e musealizzata, consentendo così anche agli scavi di andare avanti». Durante l'incontro, nel quale archeologi e geologi hanno esposto al pubblico le principali scoperte i lavori effettuati, i rappresentati di soprintendenza e Fondazione Cassa di Risparmio si sono detti disponibili a studiare un nuovo progetto, che permetta la riapertura e una miglior fruizione dell’area archeologica.

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