Oggi addio a madre e figlia Grieco sceglie la Bruzzone
Bomporto. Alle 10.30 funerali di Irene Tabarroni e Francesca Marchi a S. Michele L’assassino nomina la criminologa come tecnico di parte in vista del processo
BOMPORTO. Si terranno oggi, alle 11, nella chiesa di San Michele, i funerali di Irene Tabarroni e della figlia Francesca Marchi. Il corteo funebre, organizzato dalle onoranze Fenice, partirà alle 10,30 dalle camere ardenti del Policlinico per giungere nella frazione dove sarà accolto dall’intera borgata di Gorghetto. Il paese, infatti, sta cercando di elaborare il lutto, cercando di capire cosa abbia realmente innescato il duplice omicidio di via Padella. Qualcuno parla di un raptus, altri hanno seguito con attenzione la ricostruzione fornita da procura e carabinieri sulla base della confessione di Francesco Grieco e attendono di capire se davvero, pochi istanti prima dell’omicidio di Francesca Marchi, vi fosse stato un ultimo gesto d’amore verso colei che l’assassino ha definito la donna della propria vita e che ha cercato di rianimare dopo averla strangolata. Tutti dettagli che dovranno emergere dalle analisi scientifiche affidate agli esperti della medicina Legale.
Nel frattempo l’avvocato Enrico Aimi, che difende Grieco, si avvarrà di un noto perito di parte. Si tratta di Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense, piuttosto conosciuta dopo le numerose apparizioni televisive in veste di esperta per vicende legate a episodi di cronaca nera.
«È nostra volontà predisporre un elaborato sulla capacità di intendere e di volere di Grieco al momento del fatto - dice l’avvocato Aimi - Proprio la sua condizione di assoluto scompenso rispetto alla realtà, di allucinazione e, potremmo dire, una sorta di delirio, sono le ragioni che in assenza di un movente reale e concreto fanno ritenere che l’indagato fosse in quei momenti in una condizione di incapacità di intendere che ha finito per travolgere anche quella del cosiddetto volere. «Volere - prosegue il legale dell’omicida - definito come capacità di controllo dei propri impulsi ad agire. È sin troppo ovvio che la presenza di tale condizione finisce per condizionare fortemente l’imputabilità del soggetto».
Di parere opposto, finora, è il sostituto procuratore Claudia Ferretti, che ha contestato a Grieco anche la premeditazione. Lo ha fatto esclusivamente per l’omicidio della suocera, avvenuto a distanza di ore rispetto a quello della moglie e dopo aver trascorso una notte insonne. Con un martello il 54enne ha colpito cinque volte l’anziana alla testa dopo aver tentato di soffocarla.
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