«I miei cari senza più una lapide»
Serramazzoni. Ritardo nei pagamenti al marmista ed è tutto sparito. Denunciato
SERRAMAZZONI. Brutto episodio ai danni di una signora che nel cimitero di Serra voleva dare una nuova lapide ai suoi cari e si è vista invece privata di tutto, con tombe che oggi mostrano solo il cemento, senza neanche una foto. Tutto inizia l’estate scorsa, quando Rosanna Venturelli, 65enne ora residente a Bazzano (nel bolognese), decide di mettere una lapide unica sui tre loculi uno sopra l’altro dove in uno riposano sua sorella Maria e il fratello Silvano, e negli altri il padre Ettore Venturelli e la madre Natalina Bettelli. Guardando la cappella dall’entrata, siamo nel piano alto dell’ala sinistra nella parte vecchia, subito dopo la scala a chiocciola, e questo sarebbe stato un modo per unire la famiglia e anche per rendere più agevole la posa dei fiori su un’unica mensola in basso. La signora si è quindi accordata con un marmista di Serra lasciandogli le vecchie lapidi, comunque ancora in buono stato, per metterne una nuova con una spesa preventivata in mille euro. Anticipo di 200 euro, e la posa della nuova lapide dopo circa una settimana. Poi nel gennaio scorso sono iniziati i problemi.
«Il marmista mi ha chiamato per chiedere il saldo – spiega – ma io gli ho detto che non riuscivo perché ero in ospedale e dopo avrei dovuto fare una lunga degenza a casa, ma che appena possibile avrei saldato. Sono seguite telefonate su telefonate, dove mi diceva che se non pagavo mi toglieva la lapide. Quando sono stata meglio, ho portato altri 300 euro, e poi ancora 200. Mi mancava poco ormai, ma lui continuava a dire che me l’avrebbe tolta, tanto che a fine aprile ho esposto il caso ai carabinieri di Serra, che mi avevano invitato a sporgere denuncia».
Lei non l’ha fatto e poco la sorpresa: «Il 17 maggio sono passata per il cimitero e ho visto che la lapide non c’era più, solo il cemento. Sono rimasta pietrificata». E qui è scattata la querela, formalizzata il 18 a Vignola. «Ringrazio i carabinieri che mi sono stati così vicini nello choc, da Serra a Pavullo e Vignola – chiosa – ma adesso spero che si apra al più presto un procedimento penale: per me è una ferita al cuore». (d.m.)
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