«Vi racconto chi era Paolo Colò»
Il libro di Riccardo Crovetti sullo sciatore di fondo, cugino di Zeno
PIEVEPELAGO. È una di quelle classiche figure dimenticate dalla storia. E adesso prova a ridarglielo uno scrittore di Pievepelago. La parabola sportiva e umana di Paolo Colò, cugino del campione olimpico Zeno, nativo come lui dell’Abetone, rivive nel libro di Riccardo Crovetti, presentato giovedì sera a Pavullo negli spazi della Libreria La Sorgente di Adelmo Iaccheri.
L’esordio letterario si chiama “Sulle tracce dell’angelo bianco”, edito da Mursia, e fin dal titolo evidenzia l’indomita passione per la neve di questo eccezionale sciatore di fondo entrato nell’élite nazionale del Nucleo Pattuglie Veloci degli alpini di Aosta e l’amaro destino che se lo portò via a soli 22 anni durante la seconda guerra mondiale.
«Era zio di mia madre – ha spiegato Crovetti – ma io non lo conoscevo, l’ho visto per la prima volta nell’aprile 2011 in un quadretto e mi colpì moltissimo, perché non si sapeva quasi nulla di lui. Poi sua nipote Vera Colò mi diede il diario che scrisse negli alpini e finii la lettura in lacrime: era una storia che andava approfondita e raccontata. Ho scoperto un personaggio sportivamente eccezionale, capace di tener testa ai campioni nazionali. Ma anche un uomo di una bontà infinita, che ebbe tante sfortune, una storia d’amore finita male e un tragico destino».
Il libro però non è solo un ritratto di Paolo, ma di tutto lo straordinario gruppo che nel periodo prebellico diede lustro alla Scuola di Sci dell’Abetone, da Vittorio Chierroni a Rolando Zanni, lo stesso Zeno Colò e Celina Seghi, che per la prima volta viene raccontata attraverso una lunga serie di foto inedite. «La nostra montagna è sempre stata straordinaria – ha commentato il sindaco di Fiumalbo Mirto Campi – e abbiamo bisogno di gente che la racconti come ha fatto Crovetti». (d.m.)
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