Cade in giardino e muore nella casa di vacanza
Serramazzoni. Tragedia alla Fondaccia. La vittima è un 72enne di Modena Ha chiesto aiuto al telefono ma all’arrivo dei soccorsi non c’è stato nulla da fare
SERRAMAZZONI. Renato Pramarzoni è morto sabato, poco dopo le 21, nel giardino della sua casa di Serramazzoni, forse in seguito a un malore. I vicini lo hanno sentito gridare aiuto, e hanno chiamato i soccorsi; questi hanno tentato un drammatico salvataggio sotto la pioggia battente, ma per l’uomo non c'è stato nulla da fare.
Renato Pramarzoni, 72 anni, abitava a Modena, al numero 13 di via Coppi, ma aveva Serramazzoni nel cuore: lì aveva gli amici e la seconda casa, in zona Fondaccia; lì passava tutte le estati ed i fine settimana. Sabato sera, Renato era lì, occupato a prendersi cura del giardino che aveva su retro dell’abitazione.
A un certo punto, nota che la gomma per innaffiare subisce perdite dal rubinetto. Questo è incassato nel terreno, in un tombino profondo circa un metro. Subito, Renato cerca di riparare la perdita da sé, poi contatta un amico idraulico perché gli dia una mano.
Durante la telefonata, però, l’amico sente Renato gridare aiuto. Lo sentono anche i vicini, contemporaneamente ai quali chiama i soccorsi. I volontari del 118 di Pavullo, accompagnati dai carabinieri, arrivano prontamente sul posto.
Trovano Renato in giardino. Tentano a lungo di rianimarlo, con tutte le forze, lottando contro il tempo e la pioggia battente; i tentativi, però, sono vani sono vani, e gli uomini del 118 non possono fare altro che decretare la morte di Renato.
«È stata una scena drammatica. Ho visto i tentativi di rianimarlo sotto la pioggia. Purtroppo non c'è stato nulla da fare». Così descrive la scena Natalìa Plevan, vicina di casa del signor Pramarzoni, ancora incredula.
Non si sa ancora cos’abbia provocato la morte di Renato. Probabilmente un malore lo ha colto mentre era al telefono con l’amico idraulico. Il malessere gli avrebbe fatto perdere i sensi, e per questo sarebbe caduto nel tombino, sbattendo la testa contro il famigerato rubinetto. Renato ora si trova nel reparto di medicina legale del Policlinico di Modena, dove l’autopsia potrà accertarne le cause della morte. I vicini, ancora sconvolti per la vicenda, ricordano Renato con affetto.
«Era una persona squisita, sempre disponibile, sempre gioviale», lo ricorda Maria Bettini, che abita nella casa a fianco. La casa di Renato al momento è chiusa, ma all’esterno non ci sono segni di quello che è successo nella sera di sabato; addirittura, la vecchia auto di Renato è ancora parcheggiata in cortile. Come se Renato fosse ancora lì.
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