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MODENA IN VALIGIA

Chiamatela Ciarlot

di FRANCESCA BUSSI

di FRANCESCA BUSSI C'è chi dice che Londra è grigia, ma voi non dategli retta: non è affatto vero. Non è grigia, se si sa guardare bene. Non è grigia, soprattutto, in questo periodo. È un tripudio di...

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di FRANCESCA BUSSI

C'è chi dice che Londra è grigia, ma voi non dategli retta: non è affatto vero. Non è grigia, se si sa guardare bene. Non è grigia, soprattutto, in questo periodo. È un tripudio di bandiere, di blu, rosso e bianco, di gadget e di coccarde. Il merito è di una bambina che è appena nata ed è già tra le più famose d'Inghilterra - meglio, facciamo dell'intero pianeta. Si chiama Charlotte Elizabeth Diana, è la figlia di Kate Middleton e del principe William ed è venuta al mondo sabato 2 maggio. Poco importa se sarà chiamata solo "sua altezza reale la principessa Charlotte di Cambridge": intanto, ha tre nomi mica da ridere. Un peso enorme, su due spalle ancora così piccoline. Il primo è un omaggio al nonno paterno, Charles (ma è anche il secondo nome della zia materna scapestrata, quella rimasta famosa per l'invidiabile fondoschiena). Il secondo è lo stesso della bisnonna, che è solo la Regina del Regno Unito. E il terzo è un omaggio alla madre del suo papà, quella Lady D che che non conoscerà mai e che probabilmente è e resterà la principessa più famosa di sempre.

I nomi, si sa, sono come le parole: importanti. E noi emiliani lo sappiamo bene. Adesso, per i nostri nuovi nati, scegliamo soprattutto Alessandro e Giulia, secondo quanto riportano i dati del 2013, ma in un passato non troppo lontano eravamo i maestri dell'onomastica più strana. C'entrava l'ideologia, con nomi che ricordavano le simpatie politiche, come Anarchia, Utopia o Ardita. Più in generale, c'erano tanti genitori che avevano non poca inventiva, perché, da buoni mangiapreti, non volevano che i figli avessero lo stesso nome dei santi del calendario. I più lapidari sceglievano, semplicemente, Ateo. Ma ci si ispirava anche al cinema di Hollywood, e infatti una mia amica in famiglia aveva uno Iames, la versione modenese di James. Oppure ai grandi classici: chi non conosce almeno un Ermes? È una tradizione tutta nostra, questa dei nomi. Alcuni si incontrano nella versione online degli Archivi di Stato. Altri, nella vita di tutti i giorni. Ma chissà se fosse nata a Modena, quella Charlotte di Cambridge, come si sarebbe chiamata. Ciarlot di Sassuolo non suona male.

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