Ballo d'epoca: un suggestivo viaggio nell’800
Atmosfera magica con il ballo d’epoca nel cortile d’onore dell’Accademia
Il Palazzo Ducale di Modena, nella giornata di ieri ha fatto un tuffo nel passato, più precisamente nella nostra storia risorgimentale. Infatti il Cortile d'Onore dell'Accademia ha ospitato il Gran Ballo Risorgimentale, che ha portato danzatori e spettatori in un'atmosfera ottocentesca. Un’iniziativa che è stata accompagnata da un caldo sole che ha contribuito ad abbellire la già magnifica scenografia costituita dal loggiato del cortile d’onore di palazzo ducale.
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Ieri, 24 maggio, era anche il centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale per l'Italia. Ed è stato proprio con un minuto di silenzio che il Comandante dell'Istituto Generale di Divisione Salvatore Camporeale, ha voluto iniziare il proprio saluto introduttivo, ricordando «tutti colori i quali, italiani e non, hanno perso la vita nel primo conflitto mondiale. Un evento, quello iniziato nel 1915, che ha però per la prima volta unificato il nostro paese, portando alla condivisione di valori che ancor oggi ricordiamo e sui quali ci basiamo». E sono proprio i valori risorgimentali, di cui si sono fatti portabandiera i danzatori della "Società di Danza", fondata nel 1991, con il maestro Fabio Mollica. «Una società quella dell'800 che ci ha insegnato tanto, di cui però ora si stanno perdendo i tratti più belli».
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E' questo quello che ha spinto Barbara, Annarosa e Chiara ad entrare a far parte della Scuola. «Quando la musica inizia ad aleggiare nell'aria è come se fossimo in un'altra epoca. Anche il nostro modo d'essere si adatta alla situazione. Ad esempio, un inchino con il capo è sempre gradito anche sulla pista da ballo, in segno di rispetto, gesto questo che oggi si è perso completamente».
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E allora, all'insegna dei valori ottocenteschi, che si aprano le danze! Cadetti, debuttanti, dame e cavalieri hanno aperto il Gran Ballo con la marcia rinascimentale, che ha riempito di colore il Cortile d'Onore.
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Complici i colori sgargianti e pastello dei vestiti degli allievi, dove anche in questo caso sono rimaste alcune regole dal passato. «I vestiti che indossiamo non possono essere né rosso scarlatto né neri, colori che nell'ottocento non si addicevano alle dame», ci spiega Barbara. Dame e cavalieri si sono alternati in una serie di balli ottocenteschi, dalla quadriglia "Notte a Venezia", al Valzer dei Fiori, fino al Rigoletto, per poi terminare con un valzer in omaggio a Paganini, le cui musiche rievocano ancor oggi gli ideali di libertà e progresso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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