Gazzetta di Modena

Modena

Accusa di stupro su una 16enne: il giudice assolve i quattro ragazzi

di Carlo Gregori

Il gup accoglie la richiesta del pm e dei difensori. La studentessa, già risarcita, non era parte civile A pesare sono state le prove ritenute insufficienti e contraddittorie su ciò che accadde alla festa

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Tutti assolti. Due per non aver commesso il fatto e due per insufficienza di prove. Per il quinto, sarà il Tribunale dei Minori ad occuparsi della sua posizione. Si conclude così - senza una parte civile costituita per la presunta vittima - lo scabroso caso di stupro di gruppo denunciato da una sedicenne nell’ottobre 2013, un caso che ebbe grossa eco in città. La sentenza del gup Eleonora De Marco è arrivata ieri al termine di un’udienza preliminare iniziata la richiesta di assoluzione per tutti da parte del pubblico ministero Maria Angela Sighicelli, seguita da quella degli avvocati Marco Pellegrini, Cosimo Zaccaria, Marco Favini, Luca Pastorelli, Giuseppe Calaresu e Mario Marchiò. Una richiesta non del tutto inattesa: si sapeva che testimonianze e prove raccolte dai carabinieri, nonostante la caparbietà mostrata sul caso, erano contraddittorie. E proprio questo aspetto di nebulosità, oltre al fatto che i testimoni non hanno potuto dare una versione chiara e definitiva sull’accaduto, hanno pesato sulla decisione finale del giudice. L’udienza è iniziata, come detto, senza parte civile, perché la ragazza è stata risarcita dagli imputati prima di arrivare davanti al giudice. L’avvocato Luca Scaglione, per conto della famiglia, ha accolto la transazione stragiudiziale (la somma non è nota). Come ha commentato a fine udienza l’avvocato Luca Pastorelli, che difendeva uno dei ragazzi, «il risarcimento ha permesso di creare le condizioni di massimo equilibro in aula per evitare che il giudice fosse condizionato».

Anche se le motivazioni della sentenza di assoluzione saranno rese note solo tra un mese, l’assoluzione va letta come l’esito di un indagine che non ha prodotto prove certe e bastanti per arrivare a un giudizio diverso. Dieci erano i presenti quella sera dell’agosto 2013 nella villa con piscina alla periferia di Modena. Cinque erano indagati e una la presunta vittima che li accusava. Quattro erano quindi i testimoni dei quali disponeva l’accusa. Ma non hanno dato versioni sufficientemente concordi. Le prove materiali analizzate dai Ris di Parma - indumenti della ragazza con tracce biologiche - non hanno avuto un peso rilevante nella discussione in aula. L’assenza della parte civile, come detto, ha pesato molto.

Se per i quattro ieri è calata una pietra tombale sulla vicenda - lamentano di avere avuto seri problemi sia nelle attività di studio e di lavoro, sia nelle attività sportive e nei rapporti con i loro coetanei - per la ragazza non è andata così. Ha accettato il risarcimento ma ora resta una pesante incognita: l’opinione pubblica e soprattutto i suoi coetanei capiranno perché si è arrivati a questa sentenza e ne terranno conto quando daranno un giudizio sul caso?

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