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Appalti commissariati: è allarme liquidità in Cpl

Appalti commissariati: è allarme liquidità in Cpl

Incertezza sui soldi dei lavori affidati ai garanti che restano lontani da Concordia Il ritorno in white list è in dubbio. Slittano le decisioni dei giudici sugli indagati

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CONCORDIA. I sei mesi sono ufficialmente partiti: Marco Filippi e Massimo Verazzani, i due commissari di Cpl Concordia sono a lavoro. Ma operativamente le incognite sono tante, troppe. E ora spunta il rebus liquidità. Chi la gestirà? I commissari (e come)? O anche il nuovo Consiglio di Amministrazione? Un problema non da poco, se si considera che non avere accesso a quella liquidità significa di fatto far sparire la cooperativa dal punto di vista operativo e anche economico. Si parla di oltre mille appalti, per un valore complessivo pari a 215 milioni di euro, dove sono impiegati circa mille lavoratori.

È una delle preoccupazioni che sono emerse durante il Consiglio di Amministrazione, che ieri pomeriggio si è nuovamente riunito a Concordia. Tante incertezze e uguali preoccupazioni. Intanto al Cda, per quanto attesi, i due nuovi commissari non si sono presentati. Poteva essere un momento per chiarire alcuni aspetti. Ad esempio se e come hanno intenzione di agire i tecnici. Filippi, nella riunione in Prefettura sabato scorso, ad esempio, ha già comunicato che non ha intenzione di lasciare Torino per trasferirsi a Concordia; Verazzano è nella più vicina Parma, ma anche per lui non c’è certezza di trasferimento. E poi c’è il terzo commissario in arrivo (oltre agli altri due che dovranno occuparsi solo dell’appalto per la metanizzazione di Ischia, quello che ha scatenato l’inchiesta giudiziaria che ha portato i vertici agli arresti): il prefetto Michele Di Bari ha parlato di nomina imminente (non si esclude che possa arrivare entro fine settimana), mentre ha escluso, al momento, l’inserimento nella white list “che non è all’ordine del giorno”. Anche questo un aspetto di grande rilevanza, perché in assenza del reinserimento si può dire che il “funerale” di Cpl è solo rimandato, di sei mesi (ovvero il tempo in cui i commissari rimarranno in carica).

Intanto è stato discusso a Bologna l’appello della procura contro la decisione del giudice di inviare Maurizio Rinaldi e Nicola Verrini ai domiciliari. Il tribunale della Libertà si è riservato: la procura ha depositato un corposo documento mentre i due indagati sono stati rappresentanti dai rispettivi indagati, Bianco e Michele Jasonni che hanno presentato memorie difensive. Entrambi si sono opposti al ritorno al carcere, Verrini addirittura non ha nemmeno fatto richiesta di vedere i genitori. Servirà tempo anche per Roberto Casari dopo che ieri, davanti al Riesame, il suo collegio difensivo ha chiesto la scarcerazione.

Buonomo-Dondi

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