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Il ricorso tiene sulle spine 600 lavoratori nei Comuni

Il ricorso tiene sulle spine 600 lavoratori nei Comuni

Assunti a tempo indeterminato dalla società di lavoro che poi ha perso l’appalto Si attende la risposta dei giudici. Patto con la Regione, ma nessuno fa chiarezza

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Sono quasi seicento le persone che la Regione ha messo a lavorare nei Comuni, con un appalto biennale da 30 milioni di euro, in aggiunta ad altri 30 milioni già spesi. Appalto che in queste ore sta seminando preoccupazione e sconcerto.

Tutto avviene sottotraccia, con comunicazioni minimali e spesso clamorosamente ritardate anche ai diretti interessati, specie da quando la società che ha vinto le prime due gare e ha perso la terza ha deciso di ricorrere al Tar, perchè su quei nuovi 30 milioni ci puntava. Interpellata, alla sede di Modena di Obiettivo Lavoro - la società sconfitta che ha ricorso al Tar - si limitano a dire: «Non possiamo parlare, non siamo autorizzati, rivolgetevi alla sede centrale di Milano di cui non abbiamo il numero».

Dall’altra parte c’è un altro colosso del lavoro interinale in Italia, Manpower. Anche qui dopo un giro di telefonate e mail la risposta è questa: «Fino al giorno dell’udienza, non ci sono altri dettagli». Cioè non dicono nulla.

Chiaro che si tratta di una partita delicata, e chiaro pure che di fronte a tanti soldi le domande possono diventare fastidiose. Ma di mezzo ci sono circa 550 tra ingegneri, architetti, geometri e laureati vari che stanno lavorando da tre anni nei Comuni. In teoria per occuparsi della ricostruzione. Più spesso per assistere o istruire le pratiche per i tecnici dei Comuni che non vogliono lasciare il potere che dall’edilizia deriva, figurarsi in piena ricostruzione post sisma.

Il problema è che Obiettivo Lavoro non pensava di perdere la gara: ha assunto un paio di mesi fa decine e decine di suoi collaboratori a tempo indeterminato. Così risparmiava, grazie agli incentivi fiscali, la bella cifra di 8.000 euro all’anno, a testa. Quando si è presentata alla gara poteva contare sui due precedenti appalti e su una offerta economica più vantaggiosa.

Ma l’appalto questa volta lo ha vinto Manpower. In carico ad Obiettivo lavoro restavano così centinaia di dipendenti a tempo indeterminato, ai quali per lungo tempo nessuno ha detto granché dell’appalto perso. E ieri ancora molti di loro non sapevano neppure se e quando doversi dimettere da dipendenti a tempo indeterminato per poter passare alle dipendenze di Manpower, come consentono le norme. Già, perché chiunque vinca l’appalto, con queste regole, è comunque chiamato a tenersi i dipendenti di chi c’era prima.

Figurarsi quindi la situazione personale di chi deve decidere se restare a tempo indeterminato e perdere il lavoro che svolge o dimettersi dal tempo indeterminato per fare ancora il lavoro che svolge. E teniamo presente che il 31 ci deve essere il passaggio delle consegne... A questo magma si è agiunto il ricorso di Obiettivo Lavoro. Tanto che per aggiungere un po’ di sostanza al “pentolone” in Regione - sempre senza troppa pubblicità, e dopo giorni di attesa per una “riserva” da sciogliere - si sono incontrati la Presidenza Regionale e il legale rappresentante di Manpower, firmando un accordo. Con il quale Manpower si impegna a subentrare - di fatto rilevando anche il personale - ma in modo... provvisorio. In attesa cioè dell’esito del ricorso - urgente - al Tar e dell’eventuale giudizio di appello. Con l’impegno che, in caso di soccombenza, Manpower farà armi e bagagli e riconsegnerà tutto il “malloppo” alla Regione che lo affiderà eventualmente ad un nuovo assegnatario.

Dire che la situazione è un po’ complicata e contorta appare un eufemismo, anche ai diretti interessati. (a.setti)

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