La Regione cancella i giovedì senza le auto
Cambiano le strategie: basta interventi di emergenza si punta su quelli strutturali Intanto la qualità dell’aria migliora, ma nel Modenese i dati sono quelli peggiori
Addio ai blocchi del traffico del giovedì a Modena e in tutta la Regione. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini lo aveva promesso in campagna elettorale e oggi quella promessa è diventata ufficialmente realtà, anche grazie al parziale miglioramento della qualità dell'aria registrato dal Report dell'Agenzia regionale per la prevenzione e l'ambiente(Arpa) e della Regione Emilia Romagna. Proprio ieri l'assessore regionale all'Ambiente, Paola Gazzolo, ha avviato la discussione con i Comuni con una chiara indicazione: «Dobbiamo superare le misure emergenziali e andare verso misure strutturali. - ha infatti spiegato Gazzolo - Il superamento dei blocchi del giovedì è previsto nel piano che abbiamo adottato, ma questo comporterà misure strutturali più impegnative durante tutto l'arco della settimana». Ciò significa, ad esempio, che le auto più inquinanti saranno messe al bando stabilmente dalle città. In ogni caso, ha precisato l'assessore, «stiamo verificando coi Comuni per definire le misure migliori sostenibili».
Gazzolo, che ieri ha anche presentato gli ultimi dati sull'inquinamento dell'aria in regione insieme al direttore Arpa Franco Zinoni, per ora parla di «alcuni blocchi lungo l'arco della settimana» che entreranno in vigore a luglio, in concomitanza con la scadenza dell'attuale piano antismog. Comportamenti virtuosi e sostenibili sempre più diffusi, dunque, che a quanto pare hanno già portato risultati significativi.
Lo smog nel 2014 è infatti complessivamente diminuito in tutta la regione: il limite dei 35 sforamenti previsto dalla legge è stato rispettato nel 77% delle stazioni di monitoraggio, mentre sono otto quelle fuorilegge.
Tra queste spiccano purtroppo anche quella di Remesina a Carpi - Modena (38 superamenti contro gli 85 del 2012 e 45 del 2013) e quella Giardini a Modena (36 contro gli 85 del 2012 e 51 del 2013).
Una tendenza confermata nei primi mesi del 2015. Le centraline che hanno fatto già segnare rosso per le Pm10 da gennaio ad oggi sono tre in tutta l'Emilia-Romagna, quella di Parma Montebello (40 sforamenti), quella di Reggio Timavo (39) e quella di Carpi (37 sforamenti). Meno favorevole lo scenario sul biossido di azoto, con quattro stazioni in rosso lo scorso anno (San Felice a Bologna, via Giardini a Modena, Giordani-Farnese a Piacenza e Fiorano modenese) e soprattutto sull'ozono. Per quest'ultimo inquinante una sola stazione, a Bologna, ha rispettato i limiti di legge. Zinoni parla per il 2013-2014 di «un trend positivo per la riduzione di tutti gli inquinanti, in parte favorito dalle condizioni meteo. Ma - ha sottolineato il numero uno di Arpa - abbiamo sempre un problema sull'ozono. Nonostante gli sforzi fatti siamo ancora lontani dai limiti previsti dalla normativa». Per Gazzolo quelli presentati ieri in Viale Aldo Moro «sono dati incoraggianti, che danno conto della bontà delle azioni portate avanti in questi anni ma anche della necessità di non fermarsi e non abbassare la guardia. Il fattore principale di inquinamento - ha specificato l'assessore - resta il traffico». Per combattere gli inquinanti sono stati stanziati al momento 3,3 milioni di euro nel bilancio 2015: 1,9 milioni destinati ad azioni per il miglioramento della qualità dell'aria; 650mila euro alla gestione delle reti di monitoraggio qualità dell'aria e 800mila euro al cofinanziamento del progetto 'Life Prepair' che interessa il miglioramento della qualità dell'aria del Bacino del Po.
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