Sclerosi multipla, una malattia grave che fa meno paura
A Modena 850 pazienti in cura, per oltre la metà vita ricca con tanto sport. Le iniziative per la Giornata mondiale
La buona notizia, per chi ancora non lo sa, è che la sclerosi multipla da nove anni è molto più curabile, arrivando a stabilizzare sino a congelare (quasi) sintomi e problemi. Naturalmente se viene diagnosticata per tempo, prima degli attacchi più pesanti all’organismo, le percentuali di successo sono molto alte. La cattiva notizia è che l’affinamento delle diagnosi ha portato a un aumento dei casi registrati e a una diminuzione dell’età dei soggetti colpiti, arrivando a sfiorare una percentuale del 10% sul totale per chi ha meno di 18 anni.
Sono questi alcuni dei dati diffusi nel corso della presentazione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, che si svolge domani e che a Modena vede una settimana di iniziative, tra percorsi di nordic walking con pazienti e parenti e un pirotecnico spettacolo teatrale in cui della malattia si riesce persino a ridere.
Oggi la patologia registra solo miglioramenti, a cominciare dal potenziamento delle molecole che spezzano la spirale della patologia che colpisce in Italia 70 mila persone. «Con il ’96 sono arrivati gli immunomodulanti - spiega la neurologa Patrizia Sola che dirige il Centro per la sclerosi multipla a Baggiovara - e da allora è nata una famiglia di farmaci che via via si sono arricchiti e perfezionati portandoci a risultati inimagginabili nel controllo dei sintomi e dell’aggravamento delle condizioni psico-fisiche dei pazienti».
Per gli 850 modenesi in cura presso il centro si aprono prospettive migliori, soprattutto per quelli più giovani che possono sfruttare le opportunità dei farmaci, della ricerca e dell’esercizio fisico come cura preventiva. Al loro fianco c’è l’Aism, l’associazione che affianca chi è colpito dalla malattia, le loro famiglie, sia nelle terapie che nell’assistenza legale o psicologica. Un’attività fatta di ascolto e di dialogo per le mille esigenze che si pongono quotidianamente. Cosa rispondere, ad esempio, a chi vuole fare un figlio se teme di ritrovarsi paralizzato in un letto nel giro di un decennio?
Eppure tra le varie forme in cui colpisce la malattia non si riesce a trovare ancora un indicatore, una sostanza con gli esami clinici, in grado di avvisare dell’uragano in arrivo. Dopo i primi sintomi, spesso subdoli e nascosti con altre patologie, con una risonanza magnetica oggi ci sono molte certezze. Ma di guarigione ancora non si parla. Per prevenzione e riabilitazione invece il moto fisico è fondamentale, vale più di ogni medicina. Qui entra in gioco il nordic walking, la camminata con le racchette, che smuove e tonifica il 90% dei muscoli e migliora la funzionalità cardiaca; di qui l’appoggio con istruttori specializzati di Nordic Walking Live che effettua corsi mirati per chi ha problemi di salute.
E mentre l’assessore Giuliana Urbelli ha anticipato l’emanazione da parte del Comune di una sorta di carta dei diritti del malato, il direttore generale di Genzyme, l’azienda entrata nel colosso Sanofi, finanzia senza esitazioni il calendario delle iniziative. «La ricerca farmaceutica - spiega il modenese Enrico Piccinini - si muove su più filoni. Noi ci siamo concentrati sulle malattie rare e i risultati non sono mancati. Speriamo di riuscire a fare dei passi in avanti anche sulla sclerosi multipla».
Saverio Cioce
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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