Sisma, già erogati per la ricostruzione oltre 22 milioni
Situazione post-sisma a carpi presentata in Consiglio. . I “mude” (Modelli Unici Digitali dell'Edilizia) presentati e accettati sono stati finora 415; di queste pratiche 237 hanno ottenuto un...
Situazione post-sisma a carpi presentata in Consiglio. . I “mude” (Modelli Unici Digitali dell'Edilizia) presentati e accettati sono stati finora 415; di queste pratiche 237 hanno ottenuto un contributo mentre 142 sono state “chiuse”, dunque i lavori sono stati già svolti. 421 invece sono state le dichiarazioni di impegno a presentare la pratica entro la fine dell'anno, e per 124 di esse i contributi sono stati già chiesti alla Regione. 44,8 i milioni di euro di indennizzi autorizzati dalla Regione Emilia-Romagna, e 22.1 milioni di euro quelli già erogati ai cittadini. «Siamo al 40-50% della ricostruzione - ha detto Tosi - visto che sono stati stimati in circa 1200 gli edifici danneggiati dal sisma a Carpi. Il post-sisma continua ad essere una priorità per questa Giunta». Gli ultimi dati indicano poi che ci sono ancora 255 nuclei familiari fuori casa nel carpigiano e che percepiscono i Contributi di Autonoma Sistemazione (Cas). Sono poi state approvate le controdeduzioni alle osservazioni pervenute e relative al secondo stralcio del Piano della Ricostruzione. Questo strumento è la traccia da seguire per ridare al territorio un nuovo volto dal punto di vista urbanistico dopo il terremoto del maggio 2012. Tosi ha sottolineato come il Piano abbia verificato l'esistenza nel Prg di 2233 vincoli urbanistici. Per 403 di questi (33 nel centro storico) il vincolo di tutela posto dalla pianificazione territoriale prima del 2012 è stato eliminato (si possono ridurre così ad esempio pianta e volumi dell'edificio ma ricostruire in base ai dettami della tradizione locale e con materiali consoni) mentre per i restanti 1830 (1175 fuori e 655 dentro il centro storico) il vincolo è stato invece confermato. La delibera sul secondo stralcio del Piano della Ricostruzione è stato alfine approvata dal Consiglio con il voto favorevole del Pd; astenuti tutti gli altri. Tra gli esponenti dell'opposizione che sono intervenuti in merito a questa importante e complessa delibera Monica Medici del M5S ad esempio ha lamentato i tempi lunghi per il disbrigo delle pratiche e i troppi vincoli che porterebbero ad un progressivo abbandono del centro storico cittadino, mentre al contrario il fatto che si siano lasciati ancora troppi vincoli e che la burocrazia regionale inceppi la macchina amministrativa è stato stigmatizzato da Roberto Benatti di Forza Italia, che ha chiesto anche di «chiudere un occhio ad esempio su materiali e destinazioni d'uso per dare più slancio al centro storico».
Votata subito dal Consiglio comunale anche una seconda delibera, riguardante la riperimetrazione di due Umi (le Unità Minime di Intervento, in base alle quali ci vuole un progetto unitario per ogni intervento edilizio post-sisma): in particolare una di queste definisce nuove possibilità garantite ai privati per il recupero del palazzo di via Matteotti conosciuto come “di Don Battaglia” o “ex Valenti”.
In questo caso Pd e M5S hanno votato a favore e gli altri gruppi si sono astenuti.
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