Vecchi: «Meno tasse e più sicurezza per tutte le imprese»
Il neo presidente di Confcommercio spiega le linee guida «Investiamo di più sul turismo e sulle unioni dei Comuni»
Investire su turismo e formazione mirata, rafforzare la ripresa in atto, abbassare il carico fiscale sulle imprese, la certezza della pena per una maggiore sicurezza e fusione dei Comuni sotto i 15mila abitanti. Queste le linee guida di Confcommercio secondo il nuovo presidente Giorgio Vecchi, affiancato d ai vice Massimo Malpighi e Bruna Lami e dal direttore Claudio Furini.
Linee di mandato che «vedono al primo posto la centralità dei soci - ha esordito Vecchi - La via per un ritorno ad una crescita stabile, poi – ha proseguito il presidente – non può che passare per un’inversione di tendenza sulla tassazione. Il carico fiscale sulle imprese ha raggiunto livelli da record mondiale. Le tasse locali, negli ultimi dieci anni, sono più che raddoppiate: l’imposizione fiscale locale ha fatto segnare un aumento del 115%. Le attività commerciali che hanno cessato, nel 2014, sono pari a 613, mentre le nuove aperture si attestano su 493. Un trend negativo, ma non così negativo come nel 2013: un dato che ci fa essere fiduciosi nella ripresa in atto, ma che è ancora troppo timida. Le nostre analisi su poco meno di 10mila cedolini nel settore terziario evidenziano, nel primo trimestre, un incremento dell’occupazione di poco più dell’1% e, secondo dati della Camera di Commercio, sono 1699 le imprese cessate a fronte di 1459 attività economiche iscritte. Passando alla governance, siamo poi favorevoli alla fusione tra Comuni sotto i 15mila abitanti. Un processo che consente la creazione di sinergie tali da mettere in atto forti risparmi con l’obiettivo di un calo della fiscalità per le nostre attività. Nella Bassa questa razionalizzazione sarebbe una grande risorsa: a tale riguardo, come Rete Imprese Italia, nei prossimo giorni avremo un incontro in Region».
Vecchi ha poi posto ènfasi sul ruolo della formazione. «Lo scorso anno i corsi Iscom che includono laboratori tecnologici e di cucina, hanno registrato 733 partecipanti e il 30% ha trovato un’occupazione» ha aggiunto il presidente. E non manca il tema della legalità. «Serve la certezza della pena, insieme a una migliore protezione sul territorio da parte dei tutori dell0ordine. Imprese e cittadini, con l’aiuto delle associazioni, devono dare vita come sta accadendo a Modena a vere e proprie reti di sostegno e comunicazione» ha chiuso Vecchi.
Una menzione positiva sull’effetto Expo su Modena è stata sottolineata dal vice presidente Massimo Malpighi. «I percorsi messi in campo per l’Expo stanno ottenendo risultati positivi – ha detto Malpighi – “Ferrari e Pavarotti Land” hanno attratto entusiasmo verso le eccellenze del territorio. Questo si collega alla vocazione turistica di Modena che va accentuandosi. A tal proposito, vanno incentivati gli investimenti pubblici su turismo, marketing territoriale, incentivando i processi di riqualificazione delle imprese con bandi ad hoc che riguardino anche le periferie e non solo i centri storici». Bruna Lami, da parte sua, ha posto l’accento sulla necessità di «tagliare le procedure burocratiche: un fardello ingombrante per le imprese». Lami ha inoltre evidenziato «la riscoperta dei negozi di prossimità da parte dei consumatori, che preferiscono acquistare tutti i giorni, al bisogno».
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