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il consigliere regionale boschini sul dibattito interno al pd

«Chi è contro il Jobs Act è solo un autolesionista»

«Chi è contro il Jobs Act è solo un autolesionista»

Si discute a livello nazionale e locale sui primi effetti del Jobs Act ed è subito polemica. Ci sono posizioni differenziate tra i sindacati, le associazioni di categoria, le forze politiche e anche...

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Si discute a livello nazionale e locale sui primi effetti del Jobs Act ed è subito polemica. Ci sono posizioni differenziate tra i sindacati, le associazioni di categoria, le forze politiche e anche all'interno del Pd, dove sono emerse persino in consiglio comunale a Modena. Ne parliamo con Giuseppe Boschini, consigliere regionale, membro della Commissione Lavoro dell'Assemblea regionale.

Boschini, il jobs act funziona o no?

«È ancora presto per valutare i risultati del Jobs Act. Come tutte le riforme complesse e radicali richiede mesi per valutare gli impatti sul mercato del lavoro. Però i primi dati ci sono e - con tutte le prudenze del mondo - non sono affatto negativi».

E i dati cosa dicono?

«I dati del Ministero dicono che l’aumento di posti di lavoro è limitato, circa 9.000 licenziamenti in meno e 21.000 assunzioni in più a livello nazionale, confrontando il mese di marzo 2015 con il marzo 2014. Ma ad aprile, le assunzioni aumentano ancora di quasi 40.000 unità. Certo, non possiamo dire se questo è già effetto del Jobs Act: molto probabilmente è effetto della ripresina in corso, del forte aumento dell'export… che comunque non mi paiono cose negative. Se ne dovrebbe dare atto».

Se è merito della ripresa, allora ha ragione chi dice che il Jobs Act in sé non sta creando occupazione?

«No, a mio parere non ha ragione chi critica i primi risultati del Jobs Act perché dimentica di dire una cosa importantissima: se anche i posti di lavoro aumentano più per la ripresa che per le nuove riforme, queste ultime stanno facendo una cosa importantissima, stanno stabilizzando i posti di lavoro. I contratti a tempo indeterminato aumentano del 52% a livello nazionale, calano quelli a tempo determinato e le Cocopro (quasi del 20%!), soprattutto moltissimi tempi determinati in essere vengono trasformati in tempi indeterminati: quante volte abbiamo detto che il precariato, specie per i giovani, è una piaga, che servivano politiche di stabilizzazione? Eccole qua, realizzate, quelle politiche. E a me stabilizzare pare cosa “di sinistra”. Andrebbe riconosciuto che questo è un merito del Jobs Act.

E a Modena come vanno le cose?

«I dati sono un po’ meno dettagliati ma confermano assolutamente questa tendenza: in particolare anche da noi le stabilizzazioni da tempo determinato a indeterminato aumentano a marzo-aprile di quest'anno del 57%: persone che lavoravano a termine, ora hanno un contratto di lavoro “vero”. È una bella notizia per il mercato del lavoro modenese, specie per i giovani».

Ma sostengono alcuni sindacati che questi modenesi assunti non hanno più tutele, sono assunti solo per gli incentivi, finiti i quali saranno licenziati…

«Certo, questi neo-assunti non hanno più il vecchio articolo 18, ma hanno altre forme di tutele; il Governo incentiva le assunzioni con importanti decontribuzioni e defiscalizzazioni, ma quante volte abbiamo invocato in passato l'abbassamento del cuneo fiscale! Ora che si fa, non va bene. In ogni caso dubito molto che imprese che assumono, quindi non in crisi, dopo aver speso tempo e denaro per formare dei giovani, dopo averli resi produttivi, pensino solo a come licenziarli. In ogni caso il tempo risponderà ai dubbi».

Allora perché tanta ostilità anche a Modena?

«Bella domanda, da girare a chi anche in sedi istituzionali va contro il proprio Governo, in modo a mio parere autolesionista. Mi auguro davvero non sia per calcolo politico. I numeri in politica dovrebbero ancora prevalere sulle ideologie». (d.b.)

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