Guerzoni e Rotelli: dialogo con l’antico
Per le "Notti barocche" entra in scena anche l'arte contemporanea, con interventi di Franco Guerzoni e Marco Nereo Rotelli, che cerca e trova legami con opere e luoghi della Galleria Estense. E non...
Per le "Notti barocche" entra in scena anche l'arte contemporanea, con interventi di Franco Guerzoni e Marco Nereo Rotelli, che cerca e trova legami con opere e luoghi della Galleria Estense. E non solo. E' il modenese Guerzoni a confrontarsi con una delle opere più rappresentative, come il busto in marmo di Francesco I, realizzato da Gian Lorenzo Bernini. E' un gioco scenico, venerdì, sabato e domenica, alle 18.30, nell'atrio di Palazzo dei Musei, che accarezza l'idea dello stupefacente, della meraviglia del Barocco. L'artista ha lavorato su una foto, sottoposta a contrasti perché l'immagine diventasse evanescente, pur mantenendo l'identità del ritratto. Un'immagine, utilizzata durante la performance, sulla quale vengono sparse polveri bianche (marmo) e nere (carbone), ingredienti dei lavori dell'artista (presentati di recente al Mambo di Bologna), per mettere in evidenza o far sparire la figura del duca. Una operazione che impegna anche attori e studenti dell'Istituto Venturi, mentre l'attore Vittorio Poletti scandirà i quattro tempi del gioco. Sarà impiegato anche uno specchio che riflette il gioco. Spettacolare l'installazione "Luce infinita" del veneziano Rotelli per illuminare piazza Sant'Agostino, nei tre giorni dalle 21.30 all'una di notte. Proiezioni luminose sugli edifici dell'ex Ospedale S. Agostino e Palazzo dei Musei, ma anche video-mapping, musiche e performance con letture dal carteggio tra Bernini e il duca Francesco I. Affioreranno sulle superfici esterne sia le opere di cui sono custodi gli storici edifici che i possibili progetti, come quello riguardantel'ex Ospedale che dovrebbe accogliere la Biblioteca Estense. Ecco allora la forma di un libro da sfogliare. Si è detto che "quello di Rotelli è un lignaggio che non riguarda appunto le parole come termini, ma le cose come segni tangibili di esperienze". Il veneziano, che ama creare nterrelazioni tra l'arte e le diverse discipline, mette in moto una vera macchina scenica, operando in diretta con grandi proiettori. E a Modena l'artista tiene anche due mostre in contemporanea, dal titolo "Legitur": alla ph Broking, via Farini, 56, e all'Atelier Mies, piazzetta Dè Servi, 44/a. Nella prima presenta acciai lavorati con colori al titanio e una installazione lumimosa, all'Atelier scritte su marmo.
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