Gazzetta di Modena

Modena

Il Riesame lo scarcera: Casari torna a Concordia

Il Riesame lo scarcera: Casari torna a Concordia

Accolta senza prescrizioni l’istanza della difesa: l’ex presidente Cpl ai domiciliari La soddisfazione dei legali e della famiglia: «Resta una battaglia lunga e dura»

2 MINUTI DI LETTURA





Il tribunale del Riesame di Bologna ha scarcerato Roberto Casari. Dopo quasi due mesi, si conclude così l’incubo dietro le sbarre per l’ex presidente della Cpl, al quale i magistrati hanno concesso gli arresti domiciliari, senza alcuna specifica prescrizione, se non i normali obblighi di questa condizione. E che l’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia e sul metodo Cpl - in sostanza quello di ingraziarsi a regali e assunzioni tutti coloro che potessero essere di aiuto nello sviluppo e conduzione degli appalti e nella protezione politica della superpotenza dell’energia, con annessa produzione di fondi neri - si stia lentamente incrinando dopo il suo rientro a Modena, lo dimostrano anche altri passaggi importanti decisi dal Riesame. I collegio costituito dai magistrati Albiani, Santucci e Oggioni ha anche annullato l'ordinanza del Gip che disponeva l'obbligo di dimora per Massimo Continati, direttore amministrativo Cpl, difeso dall'avv. Luca Moser, e revocato la stessa misura per il consulente Giorgio Montali. Casari, difeso dagli avvocati Massimo Vellani e Luigi Chiappero, era in carcere dal 30 marzo, quando i carabinieri della Tutela Ambiente lo prelevarono all’alba nella sua abitazione di via per Mirandola, su disposizione del Gip di Napoli. Ieri, dopo la notifica del provvedimentio, ha lasciato il carcere di Modena, dove era stato trasferito con il passaggio dell’inchiesta a Modena, ed è stato inviato agli arresti domiciliari a casa della sorella.

«È cominciata la risalita», hanno detto con entusiasmo quanti non hanno mai voluto credere alle accuse. Prudenti gli avvocati, che pur di togliere Casari da quella condizione avevano proposto ulteriori condizioni che i giudici non hanno ritenuto necessarie: «Un primo passo, in una battaglia che resta lunga e dura», ha detto il difensore Vellani.

Anche le misure per Montali e Continati, coinvolti con imputazioni che partono dall’associazione a delinquere per emissione di fatture relative a prestazioni inesistenti, erano state emesse il 30 marzo dal Gip di Napoli e poi rinnovate dal Gip di Modena, dopo che il Riesame del capoluogo campano aveva disposto il trasferimento degli atti per competenza territoriale. Alla scarcerazione di Casari pa Procura di Modena si era opposta, inutilmente. E non è finita qui, poichè ieri è stata notificata anche l’ordinanza relativa a Nicola Verrini, l’altro manager concordiese coinvolto. La Procura di Modena aveva fatto ricorso contro la disposizione che liberava Verrini, difeso dagli avvocati Massimo e Michele Jasonni, e i giudici bolognesi l’hanno respinta. Stesso discorso per Maurizio Rinaldi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google