«Inversione contabile, è vittoria»
«Si rischiava una grave carenza di liquidità per molte imprese»
Confindustria Modena, che si era battuta su questo tema, ha accolto con soddisfazione la notizia della bocciatura del meccanismo dell'inversione contabile da parte della Commissione europea. Il cosiddetto “ reverse charge” è stato criticato dalle imprese già a fine 2014, quando il governo italiano si accingeva a introdurre la norma con la legge di Stabilità 2015. Il fronte del "no" si è allargato e compattato nei mesi successivi e il sistema Confindustria ha spiegato alla Commissione europea quali effetti nefasti la misura avrebbe portato sulla liquidità delle imprese e sui piani di investimento futuri. «È una vittoria di tutto il sistema Confindustria - dice il direttore degli industriali modenesi Giovanni Messori - I motivi che stanno alla base di questa battaglia sono stati accolti in pieno da Bruxelles. Con questo pronunciamento viene scongiurato il rischio per i fornitori di ipermercati, supermercati e discount alimentari di subire le pesanti conseguenze finanziarie dell'inversione contabile».
La misura del reverse charge, nota anche come inversione contabile, avrebbe costretto tutti i fornitori della Gdo a fatturare senza Iva a debito, creando un enorme problema finanziario alle aziende che, non incassando l’Iva dalla Grande distribuzione, avrebbero sì potuto vantare un credito nei confronti dello Stato, ma avrebbero potuto incassare il rimborso dell’Iva in tempi molto lunghi (in Italia mediamente 18-20 mesi).
Anche Lapam Confartigianato Modena-Reggio Emilia si è espressa in questo senso.
«Una vittoria contro provvedimenti che colpiscono la liquidità delle pmi - ha detto il presidente Erio Luigi Munari - già da gennaio Lapam Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno fortemente contestato questa misura che priva le aziende oneste di liquidità».
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