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L’eroe Ciro Menotti ricordato dai sindaci e dai discendenti

di Giulia Manzini
L’eroe Ciro Menotti ricordato dai sindaci e dai discendenti

Antesignano del Risorgimento, impiccato da Francesco IV per insurrezione armata contro i vertici dello Stato Estense

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C'erano anche tre discendenti di Ciro Menotti ieri in piazzale 1° Maggio, alla cerimonia di commemorazione del 184° anniversario dell'impiccagione di Ciro Menotti e di Vincenzo Borelli. In prima fila Anna Maria Menotti, che risiede a Roma, il cugino Vittorio di Modena e la signora Franca Menotti: tutti orgogliosi di discendere dal capostipite che, assieme a Manfredo Fanti, è forse il più noto protagonista del Risorgimento modenese.

Menotti fu fatto impiccare da Francesco IV, mentre Fanti riuscì a fuggire dalla fortezza della Cittadella nei giorni in cui il duca, trascinando lì Ciro in catene, si mise al riparo sotto il braccio armata austriaco.

Menotti e Fanti si conoscevano bene. Nella fatidica sera del 3 febbraio, con una quarantina di patrioti, si opposero alle intimazioni mosse da Francesco IV asserragliandosi nella casa di Menotti, l'attuale palazzo di corso Canalgrande 90. Quella sera i due patrioti si opposero armi in pugno al sovrano modenese.

Di tempo da allora ne è passato molto. E ieri, assieme ai tre discendenti di Menotti c'era anche Pierluigi Poli discendente indiretto (ha perso infatti il cognome) di quel Manfredo Fanti fondatore dell'esercito italiano morto 150 anni fa il 5 aprile 1865 a Firenze ch'era divenuta capitale d'Italia e tale resterà fino al 1871.

Quegli anni sono lontani ma l'orgoglio di discendere da due grandi del nostro Risorgimento non è scemato.

Anna Maria che è un pò l'intellettuale della famiglia ha risposto ad alcune domande e nelle specifico, sull'attualità nel mondo di oggi del patrimonio di valori e ideali per i quali il suo avo sacrificò la vita stessa, decisa, come sempre, ha risposto senza esitazioni: «Ciro Menotti è ancora attuale - ha detto - La libertà di pensiero intesa come libertà dai vincoli di qualsiasi genere, materiali o spirituali che siano, è la quintessenza di qualsiasi regime democratico: Ciro Menotti è drammaticamente attuale».

Anna Maria è focosa e passionale come probabilmente lo era il capostipite Ciro. «Ancora adesso - rivela - quando parlo dell'orribile morte avvenuta per impiccagione senza il tirapiedi per progressivo soffocamento mi vengono i brividi». Anna Maria discende direttamente dal fratello di Ciro, Celeste Menotti. Vittorio Menotti, è suo cugino ed è tesoriere dell'Istituto per la Storia del Risorgimento di Modena.

«I Menotti - aggiunge Vittorio - hanno dato un alto contributo di sangue alla causa nazionale. Mio zio, fratello di mio padre è morto nel 1942 nella campagna di Russia».

Ma cosa accomuna gli ultimi discendenti della famiglia Menotti, a parte l'illustre cognome?

«Può sembrare banale- risponde Franca Menotti, discendente da un ramo americano - Noi siamo sempre stati dei ribelli: non ci siamo mai piegati alle imposizioni che vengono dall'alto».

«Alla fine - conclude Anna Maria - noi Menotti abbiamo sempre tenuto la schiena dritta. Siamo orgogliosi di un uomo che ha sacrificato la vita per la libertà, l'indipendenza e l'unità dell'Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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