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La pioggia frena le ciliegie «Ma il prezzo ci salverà»

La pioggia frena le ciliegie «Ma il prezzo ci salverà»

Vignola. Il direttore del mercato ortofrutticolo Zocca fa il punto dopo il maltempo «Produzione in calo però buona, specie per chi ha montato le strutture coperte»

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VIGNOLA. Il maltempo di questi giorni sta preoccupando diversi produttori di ciliegie del comprensorio di Vignola, perché varietà precoci come i Bigarreau rischiano di crepare se non sono coperti.

Per quanto riguarda i prezzi, al momento invece c’è soddisfazione e, a meno di sorprese dell’ultim’ora, dopo un 2014 di sovrapproduzione ci si attende un’annata sostanzialmente normale, con una buona produzione anche se inferiore del 20 – 30% rispetto al record del 2014.

Queste, in sintesi, alcune delle considerazioni che ha esposto ieri alla Gazzetta il direttore del mercato ortofrutticolo di Vignola, Stefano Zocca.

«Per il momento – ha spiegato – a causa dell’andamento altalenante del meteo, c’è preoccupazione tra i produttori, in particolare per coloro che non hanno coperto i propri impianti. Negli ultimi anni, infatti, le coperture hanno conosciuto un notevole incremento, arrivando a circa la metà dei produttori. Un grande merito in questo senso va alla Provincia di Modena, quando decise di mettere a disposizione 200 mila euro come contributo al 60% ai produttori per installare impianti di copertura sui propri ciliegeti. Tali coperture, tra l’altro, oltre a salvaguardare gli impianti dalle avverse condizioni meteorologiche, hanno risvolti positivi anche sui prezzi, dal momento che le ciliegie provenienti dagli impianti coperti sono pagate in mercato mediamente 1 – 1,5 euro in più rispetto a quelle di impianti non coperti. Ad arginare episodi di “cracking” (ovvero la crepatura delle ciliegie) – prosegue Zocca - stanno contribuendo anche nuove varietà precoci più resistenti e più adatte ai trasporti, come Early Lory, Early Bigi e Sweet Early».

«Per quanto riguarda i prezzi – ha proseguito il direttore dell’ortomercato – le ciliegie sono pagate in media alla produzione dai 3,80 ai 4 euro al chilo. Ovviamente, i prezzi cambieranno quando arriverà anche il prodotto spagnolo e quello pugliese, che ora stanno avendo dei problemi».

Ultimo, ma non per importanza, c’è il capitolo Igp, sul quale la Comunità Europea è in ritardo nell’allargare, come invece richiesto dal Consorzio della Ciliegia vignolese, la lista delle varietà che possono fregiarsi del marchio Igp (indicazione geografica protetta).

aSe arrivasse il via libera in questi giorni – ha commentato Zocca – saremmo in tempo, ma se arrivasse a metà giugno ormai questa stagione sarebbe persa per tale opportunità».

Marco Pederzoli

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