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Nuova Galleria Estense la casa dei capolavori

di Stefano Luppi
Nuova Galleria Estense la casa dei capolavori

«Ora abbiamo un museo nazionale di livello europeo: sfruttiamolo al meglio»

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Galleria Estense, ci siamo, il conto alla rovescia segna ormai meno due giorni dalla riapertura di venerdì che sarà celebrata dalle "Notti Barocche" volute dalla Fondazione Cassa di risparmio di Modena e affidate a Michelina Borsari, regista del Festival filosofia. Tre anni di chiusura che sono serviti a restaurare i paurosi danni causati dal terremoto del 29 maggio 2012 e a riallestire e rimodernare il museo nel frattempo promosso ad "autonomo e nazionale" come ricorderà il ministro dei beni culturali Dario Franceschini che interverrà alla inaugurazione.

La storia del museo Estense, prima della chiusura assai poco frequentato, ci parla di un luogo straordinario reso celebre successivamente a quando, nel 1598, la capitale degli Este passò da Ferrara a Modena. Un esempio del XVII secolo. Il duca Francesco I d'Este era giovanissimo e geniale: comandava con piglio forte e una visione straordinaria per un piccolo Stato che diverrà molto noto in tutta Europa anche grazie alla sua collezione d'arte. Si faceva pagare dal Comune le "Allegrezze", le grandiose feste popolari che servivano per accreditarsi verso il popolo, e in più la corte degli Este aveva imbrigliato non poco l'autonomo Consiglio comunale con il documento "Ordini sopra il buon governo". Passano i secoli e, per fortuna, mutano i rapporti tanto che ieri in occasione della conferenza stampa di riapertura della Galleria Estense tutti i "poteri" politici e culturali della città si sono concentrati sul grandioso museo estense. Le Allegrezze sono divenute tre giorni di Notti Barocche, ossia 30 eventi tra mostre, conferenze e performance che da sera a ora tarda animeranno il week end per festeggiare la riapertura del museo. «La sfida che abbiamo davanti - spiega il sindaco Muzzarelli - è importante perché ora con l'autonomia l'Estense è nella top 20 in Italia. Questo comporta responsabilità dell'intera nostra comunità, per questo dobbiamo fare ancora più squadra di quanto facciamo, dobbiamo essere più attrattivi e soprattutto dobbiamo rompere l'abitudine a gestire ognuno il proprio fortino. Occorre valorizzare il patrimonio, perché Modena deve guardare all'Europa». L'ex soprintendente di Modena Stefano Casciu, ora a capo dei musei statali della Toscana, in rappresentanza del Ministero ricorda che «In questi anni, con mostre ed eventi, abbiamo tenuto vivo il ricordo dell'Estense e ora ci siamo: il pubblico vedrà un museo non più bianco come lo volle Leone Pancaldi negli anni Settanta, ma più raffinato perché le opere sono collocate su sfondi di tre tonalità di grigio. Nuovi anche tutti i cartellini delle opere, nuova in parte l'illuminazione a led, nuova anche la guida breve del museo e inedite per il pubblico anche 50 opere provenienti dai depositi». La "nuova" Estense è costata un milione e 25mila euro, quasi tutti del Ministero, cui se ne aggiungono 150mila per le iniziative di Notti Barocche. La ristrutturazione edile, che ha comportato l'abbattimento di due pareti lesionate, è costata 595mila euro, il riallestimento 345mila e il nuovo basamento antisismico per il Bernini è costato 62mila euro (30mila del Gruppo Cremonini). «La consapevolezza della valorizzazione del patrimonio deve crescere - spiegano Andrea Landi e Stefania Cargioli, presidente e membro del Cda della Fondazione - e le tante realtà culturali di Modena devono collaborare tra loro». Ora l'Estense espone 609 opere tra cui 327 dipinti, 40 sculture e 242 oggetti. «Le Notti Barocche - termina Michelina Borsari - ci permettono di innescare l'effimero degli eventi nel durevole della Galleria Estense. Riproponiamo le Allegrezze popolari e invito tutti alle mostre di Palazzo dei Musei, alle performance di Rotelli e Guerzoni, alle conferenze di Lavin e Fumaroli. Tutto gratuito».

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