Salva il figlio ma muore soffocata
Castelfranco. Simona Boni 42enne è deceduta per il fumo causato da un piccolo incendio in casa. Il bimbo fuggito in tempo
CASTELFRANCO. Urla disperate. Chiamava suo figlio, probabilmente per dirgli di svegliarsi e lasciare l’appartamento. L’ultima parola di Simona Boni, prima di morire, è stata quella: Nicolò. È successo la notte tra lunedì e martedì, alle 3, in un appartamento di via Santa Teresa di Calcutta, al civico 46, a Manzolino, nella frazione di Castelfranco.
In un palazzo di due piani, un principio di incendio si è diramato nel bagno, posto al piano mansardato dell’appartamento dove, con suo figlio 12enne, la Boni viveva e che ha provocato la sua morte. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco, l’incendio è stato provocato da un corto circuito proveniente dalla vasca idromassaggio. Un incendio di modeste proporzioni, tanto che si è auto-estinto (i pompieri e i militari, infatti, non si sono trovati di fronte alle fiamme giunti nell’appartamento, ora sotto sequestro).
Ma il materiale di vetroresina della vasca ha creato una nube nera e tossica, che si alzava verso l’alto e che ha avvolto la donna che, giunta nel bagno per aprire il lucernario e arieggiare la stanza, ha perso i sensi, fino a morire soffocata dal fumo.
È stato nel bagno che i vigili del fuoco di Modena l’hanno trovata, ormai senza vita, nella notte, allertati da vicini di casa, che hanno tentato il tutto per evitare il peggio, riuscendo fortunatamente a mettere in salvo il ragazzo, ora affidato alla cognata della Boni. Ora toccherà alla medicina legale confermare le cause del decesso della donna, anche se i vigili del fuoco hanno già confermato che il corpo della donna non presentava ustioni.
Simona Boni aveva 42 anni, lavorava alla Civ & Civ di Modena. Per anni ha svolto mansioni di segreteria alla cantina di Castelvetro, per poi passare allo stabilimento di via Polonia, a Modena. Dopo la chiusura dello stabilimento in città, è approdata alla Cavicchioli di San Prospero, dove svolgeva attività di supporto all’ufficio del personale, una sorta di affiancamento distaccato per la direttrice del personale, che invece opera a Campegine.
I colleghi, gli amici e i vicini di casa, la ricordano come una donna di grande gentilezza, sempre molto disponibile e con il sorriso. La Boni era anche impegnata sportivamente: frequentava assiduamente la piscina della vicina San Giovanni in Persiceto, nel bolognese, e nel tempo libero amava fare attività subacquea.
Viveva a Manzolino da una decina d’anni (la Boni è originaria della Valsamoggia), da quando aveva comprato casa con il marito (poco dopo tragicamente scomparso in un incidente stradale), Fabio Vicini, con cui aveva concepito Nicolò, che frequentava il campo della Polisportiva locale.
Poi si era rifatta una vita con Stefano, di Manzolino, dal quale poi si era separata solo un paio di mesi fa.
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